Panorama, il settimanale del gruppo Mondadori, affida alla copertina del numero in edicola un inquietante quanto curioso messaggio: “perché conviene essere spiati”.

I due articoli di approfondimento ai quali la testata ammiraglia della casa editrice del premier dedica ampio spazio, rincarano la dose, con due titoli ad effetto: “Evviva siamo tutti spiati” e “Basta vendere cara la privacy, quest’ultimo a firma di Vittorio Veltroni, direttore generale area digital di Mondadori.

L’approccio che Panorama dedica al problema della privacy nella società dell’informazione è curioso ed inquietante al tempo stesso.

Curioso perché proprio la testata ammiraglia del premier suggerisce a milioni di cittadini di lasciarsi spiare da una pluralità di soggetti privati per finalità commerciali mentre il suo onorevole editore, ormai da anni, con il disegno di legge sulle intercettazioni, minaccia di impedire persino a giudici e forze dell’ordine di intercettare potenziali pericolosi malviventi proprio in nome della pretesa esigenza di garantire la privacy ai cittadini.

La verità è, naturalmente, che il disegno di legge sulle intercettazioni non ha niente a che vedere con l’esigenza di tutela del diritto alla privacy di milioni di cittadini giacché tale esigenza rappresenta solo uno dei tanti alibi del Cavaliere per sponsorizzare il varo dell’ennesima legge finalizzata, esclusivamente, a mettere i bastoni tra le ruote alla giustizia nelle indagini sul suo conto.

E’, comunque, curioso che mentre in Parlamento e a Palazzo Chigi si mettono i cittadini in guardia da giudici e poliziotti spioni, attraverso il giornale di famiglia si tranquillizzino gli stessi cittadini sui tanti “spioni privati” in ascolto e si suggerisca loro di lasciarsi spiare perché, tutto sommato “ci si guadagna tempo e, in alcuni casi, anche denaro”.

La copertina del numero di Panorama in edicola è, ad un tempo, inquietante perché con straordinaria superficialità svilisce il diritto alla privacy e all’identità personale che, nella società dell’informazione costituiscono, probabilmente, alcuni tra i diritti più preziosi di ogni cittadino a una questione squisitamente economica.

Nel suo pezzo, Vittorio Veltroni, Direttore generale di Mondadori digital, si spinge a scrivere che lasciarsi spiare, tutto sommato converrebbe, perché si risparmierebbero circa 160 euro all’anno! Come dire che svendere la nostra identità personale in digitale per meno di duecento euro sarebbe un affare!

Difficile comprendere quale obiettivo abbia spinto una testata come Panorama a veicolare un messaggio tanto pericoloso e diseducativo per i suoi lettori ma non c’è dubbio che, contrariamente a quanto suggerisce la testata ammiraglia della Mondadori, lasciarsi spiare non conviene mai

La privacy degli altri, per l’editore Cavaliere, evidentemente, vale davvero poco e, comunque, decisamente meno della propria.