A Bologna tasse d’iscrizione congelate anche per il prossimo anno accademico. Nessun aumento, dunque, eccetto l’adeguamento al tasso d’inflazione pari all’1,5%. Va peggio però a chi si dovrà laureare: l’indennità per accedere all’esame finale passa da 65 a 100 euro.

Le due proposte, che saranno presentate agli organi accademici dal rettore Ivano Dionigi la prossima settimana, hanno già ottenuto il via libera dal Consiglio studentesco. Non senza qualche malumore però. Pur apprezzando la scelta di non aumentare le tasse universitarie, il consiglio ha definito “poco chiaramente motivato” l’incremento della cifra per poter laurearsi. Non piace nemmeno un altro provvedimento previsto nella manovra del rettore, ossia l’anticipo del 30% della terza rata sulla seconda, in scadenza il 22 dicembre. La manovra era già stata adottata l’anno scorso, e garantisce all’Ateneo maggiori entrate nel 2011. “Ma – hanno fatto notare i rappresentanti degli studenti – in questo modo la percentuale di contributi che deve essere pagata entro dicembre sarà nettamente superiore a quella pagata successivamente e questo potrà forse arrecare disagi alle famiglie meno abbienti”. In particolare, gli studenti temono che si chieda un anticipo su contributi già elevati, come quelli per le Facoltà di Odontoiatria, Scuola interpreti e Biotecnologie.

Positivo invece il parere su alcuni interventi per il diritto allo studio, ossia lo sconto per chi ha particolari requisiti di merito e di reddito, il rimborso del 10% delle tasse per gli studenti particolarmente meritevoli, e i premi di studio da 2.500 euro per i più bravi.

Dal Consiglio non sono arrivati solo giudizi ma anche alcuni progetti. Come quello di istituire un fondo per luoghi di studio in zona universitaria, in cui far confluire metà della somma ricavata con l’aumento delle indennità di ammissione alla laurea. Sul fronte dei benefici per merito, invece, i rappresentanti degli studenti chiedono all’Alma Mater di potenziare l’informazione sui benefit, perché “il numero degli studenti che potrebbero usufruirne ma non ne sono a conoscenza risulta ancora elevato”. Inoltre il Consiglio si è impegnato a istituire a settembre una commissione ad hoc per analizzare “l’attuale sistema di contribuzione studentesca”. L’obiettivo è quello di valutare “alternative compatibili con il nuovo assetto dell’Ateneo dovuto alla riforma dello Statuto” tuttora in corso, facendo riferimento alla riforma del diritto allo studio prevista dalla legge Gelmini.