Dopo l’epica scazzottata verbale tra Parenzo e Scilipoti, un altro degno “fighter” fa capolino nella trasmissione radiofonica “La Zanzara”, condotta dal duo Cruciani-Parenzo. Si tratta di Gaetano Saya, fondatore del “Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale” e sedicente capo degli ultranazionalisti (qui il suo lisergico sito web)

Questo folkloristico ibrido tra Lando Buzzanza e un evaso dal Cottolengo era già balzato agli onori delle cronache sei anni fa, in occasione di un commovente incontro tra la moglie del Saya, Maria Antonietta Cannizzaro, e Silvio Berlusconi, definito addirittura Giulio Cesare da Saya . Ma il salto politico di qualità del nostro 007 alla vaccinara avvenne due anni fa, quando annunciò pomposamente di aver allestito le fantomatiche ronde nere“. Una comitiva sgarruppata di paladini della sicurezza, legittimati in toto dal decreto legge capestro (il n.733 art. 46) approvato dal Consiglio dei ministri del 20 febbraio 2009 (qui i dettagli della vicenda).

Saya torna in pompa magna nell’etere e la sua verve dialettica non ci fa rimpiangere il suo amato amichetto, il succitato Scilipoti. Sì, perchè proprio la scorsa settimana, i poveri balilla del movimento di Saya, rimasti orfani di un degno dux (“Fini ormai è politicamente morto”), hanno offerto all’agopunturista di Messina, ex socialista ed ex dipietrista, la prestigiosa carica di capo carismatico dell’Msi.

“Leggiamo su vari organi di stampa – si legge nella lettera inviata da Saya a Scilipoti – che il manifesto fondativo del Movimento di responsabilità nazionale voluto da Scilipoti, un gentiluomo d’altri tempi, probo, onesto, fervente credente in Dio Padre Onnipotente, un uomo che con il suo gesto ha riscattato decenni di servilismo parlamentare, avrebbe origini dal gentiliano programma fascista del 1925. Noi – osserva Saya – non troviamo nulla di disdicevole in questo manifesto. Per la prima volta da decenni qualcuno ‘osa’ parlare di nazione, di patria, d’Italia… Bene, approviamo integralmente siffatto proclama. Anzi lo facciamo nostro come partito storico e come italiani”.

Dal canto suo, Scilipoti si è dimostrato accondiscendente alla succulenta proposta e ha risposto entusiasticamente all’epistola di Saya con una missiva dal contenuto accomodante.

Nel corso della trasmissione, Parenzo, dopo aver somministrato agli ascoltatori della Zanzara la quotidiana razione di gridolini contro Beppe Grillo, si tuffa in un concitato numero di wrestling verbale con l’ospite Saya. Le contumelie scambiate sono numerose e strabilianti: “pataccaro”, “travestito”, “amico di un truffatore”, “ti denuncio così mi pago la casa”, e via di questo terrificante tenore.

Per chi ha lo stomaco rinforzato in ghisa e i timpani protetti da strati provvidenziali di cerume, ecco la cronaca del match.