«Questa è una terra a caccia di normalità piegata dall’usura e dal racket, non possiamo consentire la sottrazione di un altro diritto. Io seguo il Vangelo e difendo i più deboli». Padre Marco Ricci spiega così la sua scelta: aprire le porte della chiesa di Santa Maria della Consolazione, ad Ercolano, in provincia di Napoli, per ospitare lo spettacolo H2Oro della compagnia teatrale Itineraria, che denuncia la sciagura della privatizzazione e perché l’acqua deve restare pubblica.

«Lo spettacolo è offerto dalla divina provvidenza» racconta Don Marco, nessuno ha voluto ‘sponsorizzarlo’ e allora è stato auto finanziato dalla parrocchia: «Dovevo decidere se spenderli ora questi soldi o dopo quando dovrò aiutare chi non potrà più pagare l’acqua».

Prima del bisogno Don Marco ha investito in conoscenza. Lo hanno aiutato i ragazzi di radio Siani e i giovani del posto. Il sagrato diventa un palcoscenico e i banchi ospitano fedeli, in versione ‘spettatori’, oltre 400 persone presenti, un bambino è stipato nel confessionale, e all’esterno viene allestito uno schermo per consentire a tutti di seguire l’evento.

Quello che succede ad Ercolano assume un valore aggiunto, in chiesa e in un territorio, feudo dei clan, ma Don Marco lo racconta con la normalità di una predica, come fosse una benedizione. Bagliori di luce intensa in una terra dove scorazza la camorra che tiene in scacco i commercianti, il pizzo e lo strozzinaggio attanagliano l’economia locale.

Pochi giorni fa la procura antimafia napoletana ha spiccato 19 mandati di arresto contro i vertici dei gruppi criminali ‘Ascione-Papale‘ e ‘Iacomino-Birra‘ che si contendono il controllo del territorio.

Padre Marco lo sa. «Quando Gesù ha dato la vita in croce dal suo costato ha cacciato sangue e acqua e dall’acqua è nata la vita nuova. Togliere l’acqua significa togliere la vita. Io ho voluto questo spettacolo nel nostro territorio, luoghi dove negli ultimi anni si è poco parlato di vita. Siamo in una antica chiesa agostiniana e Sant’Agostino diceva “Vogliamo costruire la città degli uomini o la città di Dio. Quella degli uomini pensa agli interessi personali, quella di Dio pensa ai deboli e ai poveri”».

Lo spettacolo H2Oro, oltre 300 repliche in tutta Italia, è un crescendo di dati, racconti, storie. Dalla battaglia della Bolivia contro la privatizzazione dell’acqua e gli interessi delle multinazionali, alle guerre per il petrolio del terzo millennio, dal primato italiano nell’uso di acque minerali, nonostante il costo economico ed ambientale di un’acqua in bottiglia, fino ai casi italiani di affidamento ai privato della gestione dell’oro blu, con i costi delle tariffe, aumentati anche del 300%.

Fabrizio De Giovanni e la sua compagnia alternano brani, citazioni, poesie, prima di raccontare gli effetti devastanti della legge Ronchi e l’urgenza di votare sì ai referendum del prossimo 12-13 giugno. Nulla viene lasciato al caso e alla fine, tra lo stupore del pubblico, la compagnia consegna le fascette con il marchio ‘San Rubinetto, fresca di giornata‘.

Una serata di conoscenza e di ‘controinformazione’, ma Don Marco la spiega a modo suo: «Gesù diceva “poiché voi dite che ci vedete allora siete ciechi”. Tocca a noi aprire gli occhi sull’acqua, sui rifiuti per non farci prendere più in giro e difendere insieme i nostri diritti».

di Nello Trocchia

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