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Milano, Pisapia sceglie una squadra al femminile

In giunta sei assessori su dodici saranno donne. A partire dal vicesindaco che sarà Patrizia Toia o Marilena Adamo. Mentre Daniela Benelli rappresenterà Sel. In giunta anche Davide Corritore e Stefano Boeri

Patrizia Toia, possibile vice sindaco di Milano

L’eurodeputata o la senatrice. La poltrona di vicesindaco della giunta di Giuliano Pisapia sarà occupata da Patrizia Toia o da Marilena Adamo. La prima ha una lunga carriera politica alle spalle ed è stata la prima donna assessore in Regione negli anni ‘90. La seconda ha un’esperienza tutta milanese, ex assessore nella giunta Pillitteri e capogruppo in consiglio comunale negli anni di Gabriele Albertini e Letizia Moratti, fino all’elezione a Palazzo Madama. Entrambe del Pd, hanno accompagnato Pisapia nella squadra che lo ha portato alla vittoria. Ed entrambe saranno in giunta.

A oggi Toia è la più quotata come vicesindaco, mentre Adamo avrà un assessorato. “È ancora presto per fare i nomi, non li abbiamo ancora decisi”, dice Maurizio Baruffi, portavoce del neoeletto sindaco. La decisione finale, insomma, avverrà nei prossimi giorni. Al momento però di certezze ce ne sono già molte. Della squadra di dodici assessori sei saranno donne. Tre sono certe: Toia, Adamo e Francesca Zajczyk, docente di sociologia urbana e mobility manager della Bicocca. Devono sciogliere le riserve Maria Grazia Guida, direttore della casa della Carità fondata da don Colmegna, e Marilisa D’Amico, professore di diritto costituzionale alla Statale. Infine Pisapia vorrebbe coinvolgere uno dei pilastri rosa della campagna elettorale: Anna Puccio, ex amministratore delegato di Sony Ericsson Italia, straordinariamente attiva nel dietro le quinte della vittoria arancione milanese. In “riserva” la giovane Caterina Sarfatti che da coordinatrice dell’Officina per la Città di Pisapia, in queste settimane è riuscita a conquistare attenzione e fiducia delle big dello staff, Puccio in testa. Infine in giunta entrerà Daniela Benelli di Sel, ex assessore alla Cultura nella Provincia guidata da Filippo Penati. Il partito di Nichi Vendola ha conquistato tre posti in consiglio comunale: Benelli, Iners Quartieri e Mirko Mazzali.

Per quanto riguarda la squadra maschile, sicuramente ne faranno parte Stefano Boeri, l’archistar candidato alle primarie dal Pd e sconfitto da Pisapia, Davide Corritore, già consulente di Massimo D’Alema, consigliere comunale negli ultimi cinque anni ed esperto della macchina finanziaria ed economica di Palazzo Marino (fu lui a salvare i conti del Comune di Milano dai famosi derivati sottoscritti da Gabriele Albertini), Pierfrancesco Majorino, ex capogruppo del Pd a Palazzo Marino. Un incarico di rilievo spetterà anche a Maurizio Baruffi, portavoce di Pisapia durante la campagna elettorale. Anche il recordman di preferenze Pierfrancesco Maran, il 31enne democratico potrebbe seguire le politiche giovanili. Ma la rosa tra cui scegliere è davvero impressionante.

Tra i sostenitori e le persone che lo hanno accompagnato, Pisapia può pescare nella Milano migliore. Dal presidente emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida, a Piero Bassetti, primo presidente della Regione Lombardia, storico esponente della Democrazia Cristiana e fondatore del Gruppo 51 a sostegno di Pisapia. Che ha seguito passo per passo. E su cui ha scommesso da subito credendo nella vittoria. “L’avevo detto che da Milano, con Giuliano sarebbe partito il tappo al ventennio di Berlusconi”, afferma soddisfatto. “C’è un ritorno alla Milano riformista ma c’è anche la volontà di guardare al futuro, al web”, dice il 75enne docente della Bocconi. “I problemi sono tanti e Pisapia dovrà governarli in una situazione difficile, penso però che sia un risultato molto importante, non è solo il cambiamento di una maggioranza rispetto a un’altra”. Lui non lo ammette, ma un “qualche ruolo forse” nella squadra l’avrà.

Pisapia preferisce non fare nomi. “È presto, ancora presto”, ripete all’infinito. Poi, estenuato, fissa una scadenza: due settimane per ufficializzare la squadra di governo cittadino. “Potrei fare un esempio come quello di Torino. Torino ci ha messo 15 giorni, anche noi ci metteremo 15 giorni”, ha detto. “Mi ero ripromesso di pensarci da oggi, volevo capire anche come rispondeva Milano all’appello che è stato fatto di creare quel ‘patto per Milano’ che è stata l’arma vincente contro Letizia Moratti”. E conferma che “metà giunta sarà composta da donne” e donna sarà anche il vicesindaco.

da Il Fatto Quotidiano del 31 Maggio 2011