Berlusconi ha a lungo sostenuto che con il suo aiuto la Moratti e Lettieri avrebbero vinto. Dopo il primo turno la certezza ha cominciato a vacillare. “Sono due candidati deboli e, malgrado tutto il mio impegno, possono perdere. Ma non cambierà nulla, la maggioranza è solida, la Lega fedele e la riforma epocale della Giustizia verrà realizzata, come da programma. Solo allora me ne andrò…”.

Ma dopo i ballottaggi…

La fuga in Egitto

Ore sedici circa, trenta maggio.
Le prime proiezion stanno arrivando:
tsunami per il noto personaggio,
per gli sfigati giorno memorando.

Da Cagliari a Milano ed a Trieste,
da Napoli e dal Sud al Settentrione
torna il sorriso alle persone oneste,
oggi è la festa di Liberazione.

Ha perso Silvio con la sua zavorra
di troie, banderuole e di lacché,
han perso mafia, ndrangheta, camorra
e tutti i trafficanti di dané.

A un tratto si è dissolta la Padania,
il Pdl sembra in estinzione,
Umberto Bossi farfugliando smania
e cigola il porton di una prigione.

Me ne fotto che perda la Moratti
e a Napoli Lettieri sia battuto,
per quanto la sinistra si arrabatti
in Parlamento vivo sul velluto!

Aumento la già forte maggioranza
comprandomi degli altri servitori
ed, alla faccia della minoranza,
i magistrati rossi faccio fuori.

Giammai nessun mi manderà in prigione
poiché io sono puro e immacolato,
tutto il G8 dice che ho ragione,
a partire da Obama, l’abbronzato…”.

Dal sonno nel letton qualcun lo scuote,
lo veste al volo e lo trascina via.
E’ Ruby, di Mubarak la nipote:
Scappa coglion, c’è la democrazia!