I ballottaggi andranno come andranno. Incrociando le dita. Comunque vadano le consultazioni, cresce la percezione dell’avvio di una radicale mutazione climatica, annuncio di condanna all’estinzione per buona parte della fauna predatoria che ha scorrazzato a lungo per le aride savane di questo nostro Paese inselvatichito. Facendo a brandelli la Democrazia e costringendo un numero crescente di italiani a cercare rifugio nelle grotte appartate e inaccessibili chiamate non voto, ritiro nel privato.

Gli zoologi e gli etologi della politica iniziano a elencare i tipi di specie a rischio:

A) Velociraptor Solustris, sauro preistorico di media taglia, le cui uova si schiudono tra le frasche brianzole di Villa Casati. Specializzato nella caccia mediante fulminee imboscate, a cui fa seguito l’immediata uccisione della preda mediante un colpo inferto con le zanne intrise di inchiostro tipografico, il rettile si annida nella redazione di quotidiani e settimanali della famiglia Berlusconi; la quale suole compensarne il riporto di frattaglie umane sanguinolente dei propri avversari, a cui lo ha addestrato, carezzandone il piccolo cranio ossuto e garantendogli cospicui benefici materiali. È l’evoluzione competitiva del Velociraptor Belpetrus, riconoscibile dalla mandibola quadrata e bazzuta che usa come corpo contundente.

B) Jena e Sciacallo, nei due generi: la Cicchittica Piduensis e la Capezzonica Danielix. Entrambi i canidi fissipedi si nutrono di carcasse in stato di avanzata putrefazione. Ma mentre la Cicchittica assume un’espressione di malignità compiaciuta nell’esercizio dello sbranamento di poveri resti, quella Capezzonica accompagna tale funzione primaria con atteggiamenti pensosamente compunti e mormorii soporiferi. La loro natura le spinge a cercare sistematicamente un padrone a cui sottomettersi. Proprio a causa del regime alimentare che praticano, vengono annunciate anche a lunga distanza dall’insopportabile fetore che le accompagna.

C) Scimmia Urlatrice, la cui famiglia si è particolarmente diffusa nei talk-show televisivi. Il maschio, denominato Stracquadanius, ha un tono di voce stridulo tendente al medio, tuttavia si segnala per l’intensità che è in grado di mantenere mitragliando un numero infinito di fonemi disarticolati. La femmina, detta anche Mussoliniana Alessandrina e riconoscibile per le labbra enfiate nello sforzo dell’emissione vocale, riesce invece a raggiungere il livello di vibrazione del diapason assordante. Comunque, sia il maschio come la femmina risultano particolarmente pericolosi perché il volume di rumore che sviluppano inebetisce qualsivoglia interlocutore, invogliandolo alla fuga pur di sottrarsi a tale insopportabile strazio.

D) Harpya Botulinensis, originaria della Provincia Granda cuneese, è scesa a valle spinta da pulsioni fameliche e dai richiami di un’aura particolare chiamata cafonal. Creatura naturalmente mimetica, tende ad assumere connotati distintivi altrui in funzione depistante (continua ad avvolgersi inopinatamente nella pelle di un tal Santanché) e ricorre all’assunzione di sostanze metamorfizzanti che ne hanno devastato l’aspetto originario trasformandola in una maschera da paura. Dotata di una notevole capacità di odiare, scatena i propri furori intestinali contro donne con il foulard in testa (che lei chiama “velo islamico”) e manifesta una incontrollabile avversione per gli appartamenti in cui ci sia anche un salotto. Tale stanza della casa è da lei considerata ricettacolo di ogni inconfessabile perversione, tipo il radicalismo chic e le buone maniere.

Secondo gli studiosi più accreditati, l’ipotizzata mutazione dell’habitat potrebbe determinare persino l’estinzione della specie attualmente dominante: il Grande Caimano che sguazza nella melma della Seconda Repubblica.

Invece non sembra che tale fenomeno dovrebbe mettere a repentaglio generi animali di collaudate attitudini alla sopravvivenza, comprovate da numerosi ed efficaci riposizionamenti già verificatisi nelle precedenti ere geologiche: la famiglia dei Voltagabbanidi, dal mastodonte Giulianoferrarensis (inizialmente piccista e ora papista, sempre affamato di spazzatura mediatica da rivomitare sugli inermi) alla poiana Vittoriofeltrina, il rapace delle valli bergamasche geneticamente specializzato nel gioco tra le righe.

Purtroppo cattive notizie pervengono anche per il futuro dei Lemuri Tremanti che si erano adattati a vivere nelle istituzioni; facendo finta di opporsi alle aggressioni dei predatori grandi e piccoli, nascondendosi negli anfratti e bisbigliando frasi innocue quanto patetiche, a puro scopo diversivo: “opposizione responsabile”, “difendiamo la Costituzione”, “prima i programmi”. Anche perché la Bicamerale, nicchia ecologica di sopravvivenza delle piccole proscimmie arboree, è destinata comunque a sprofondare negli abissi della catastrofe imminente.