Stadio Olimpico di Roma: gli attivisti di Greenpeace srotolano un enorme manifesto "Fermiamo il nucleare"

Bloccati e denunciati gli attivisti di Greenpeace che ieri sera, durante la finale di Coppa Italia all’Olimpico di Roma, hanno calato dalla copertura superiore della Tribuna Tevere, accessibile solo a personale specializzato, uno striscione con la scritta ‘Da Milano a Palermo fermiamo il nucleare’ (Guarda il video del blitz).  Il messaggio di Greenpeace si riferisce al prossimo referendum del 12-13 giugno, quando gli italiani saranno chiamati a votare sì o no al nucleare.

In vista del voto l’organizzazione ha dato vita a una campagna molto particolare chiamata “I pazzi siete voi”. Si tratta di quattro ventenni: Alice, Alessandra, Luca e Silvio che sperimentano la vita in un bunker dopo un incidente nucleare, senza concedersi deroghe: le finestre sono sigillate col silicone, davanti ai vetri i nastri bianchi e rossi indicano le zone off limit (cioè l’aria aperta), mangiano solo prodotti in scatoletta e l’acqua imbottigliata non la usano solo per bere, ma anche per lavarsi i denti e per l’igiene personale. Per entrare nel bunker si seguono le procedure del “protocollo di protezione” diffuso dopo l’incidente nucleare di Fukushima, in Giappone. Sono chiusi in un appartamento di 70 metri quadri fuori Roma da 11 giorni (Guarda la diretta video), e ci rimarranno fino al 12 giugno, quando lasceranno la casa per votare “sì” al referendum abrogativo sul nucleare. Il Fatto Quotidiano li aveva intervistati all’inizio della loro esperienza (Leggi l’articolo e guarda il video).

Si tratta di sette persone: quattro cittadini svizzeri, un tedesco e due italiani d’età compresa tra i 23 e i 44 anni, tutti denunciati e sottoposti a Daspo per la durata di 3 anni. Per l’italiano non residente a Roma il Questore ha adottato anche il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel Comune di Roma per la durata di 3 anni. A conclusione della gara e ritenute sussistenti le condizioni di sicurezza per l’intervento, i 7 sono stati bloccati, accompagnati in ufficio da personale della Questura, per essere poi sottoposti al foto segnalamento per l’identificazione. Durante i controlli del prefiltraggio il Daspo per la durata di un anno è scattato anche per C.L. e V.A., entrambi romani 19enni, denunciati per scavalcamento e sanzionati per violazione del regolamento d’uso.