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Ha messo 6.980 lampioni in più a Milano, Letizia Moratti, e sventola questo numero come una grande vittoria. Difficile andarli a contare. Più facile verificare le sue dichiarazioni sull’inquinamento: dice di aver ridotto le concentrazioni di Pm10 da 53 a 40 microgrammi per metro cubo in cinque anni. Peccato che gli ultimi dati dicano esattamente il contrario: nei primi mesi del 2011 le polveri sottili a Milano hanno raggiunto un livello record, il più alto degli ultimi quattro anni. A documentarlo non sono le cifre di Ben Alì Pisapia, ma i dati dell’Arpa, l’agenzia regionale per l’ambiente, che gestisce le 16 centraline che rilevano il Pm10 e il Pm2,5 in città. Quella di via Senato, a un passo da via Montenapoleone e dal quadrilatero della moda, nel 2011 (periodo gennaio-aprile) ha registrato il record negativo: 67 microgrammi per metro cubo. Erano 52 nel 2010, 57 nel 2009, 58 nel 2008. La centralina del Verziere, tra il Duomo e largo Augusto, nel 2011 segna 64, era 48 nel 2008. Quella di via Pascal, nella più periferica Città studi, indica 54 quest’anno, esattamente come nel 2008.

La propaganda di Letizia Moratti confronta anni e dati in modo da ottenere un risultato spendibile, ma la verità è che l’inquinamento in città è in crescita. Nei primi mesi del 2011 è arrivato a livelli mai visti dal 2008, Milano è la città più avvelenata d’Italia, dopo Torino, ed è ormai “fuorilegge” anche rispetto all’Europa: l’Unione europea concede infatti 35 sforamenti all’anno del limite di legge previsto per le micropolveri, ma Milano ne ha già accumulati ben 67 in soli quattro mesi.

I risultati si vedono negli ospedali cittadini: ogni anno 3.500 persone arrivano al pronto soccorso per attacchi d’asma legati all’inquinamento. E i più colpiti sono i bambini: il 50 per cento di chi chiede un intervento ha meno di 18 anni.

La strategia per ridurre l’inquinamento a Milano aveva un nome: Ecopass, cioè l’ingresso a pagamento nel centro della città. Un progetto che ora Letizia Moratti disconosce: nel tentativo di recuperare qualche voto al ballottaggio, ha promesso di tutto ai milanesi, parcheggi gratuiti, condono delle multe, accesso al centro gratis. Niente più Ecopass per i residenti in città. Sarebbe la morte del piano antinquinamento dell’amministrazione Moratti.

Ma se la sua amministrazione ha ottenuto risultati così brillanti nella riduzione dell’inquinamento, perché ora Moratti vuole uccidere l’Ecopass? La verità è che il suo Ecopass è nato male fin da principio (come dimostrano i dati di crescita delle micropolveri dal 2008 a oggi) ed è già da tempo moribondo: da un lato è troppo piccola l’area sottoposta a ticket antismog, dall’altro le auto che pagano l’Ecopass sono meno del 20 per cento di quelle che entrano nel centro cittadino. Adesso Moratti adombra scenari apocalittici nel caso vinca Pisapia: “Farà pagare un ticket più alto e a tutti. Introdurrà la congestion charge che è in vigore a Londra”. Ma sentite che cosa dice Edoardo Croci, inventore dell’Ecopass, assessore alla mobilità che ha poi rotto con Moratti e ora è tornato all’ovile con la sua lista “Progetto Milano migliore” che sostiene Letizia Moratti: “La situazione attuale rende necessario rafforzare Ecopass nella direzione di una congestion charge e, in prospettiva, di allargare l’area di applicazione”. Parola di Croci, non di Pisapia.

Il Fatto Quotidiano, 26 maggio 2011