Fulmine a ciel sereno alla Datalogic di Quinto, in provincia di Treviso, azienda multinazionale fondata e controllata dall’ingegnere bolognese, Romano Volta. L’azienda ha deciso di parte della produzione in Vietnam e stamattina ha comunicato a 95 dipendenti a tempo indeterminato (più 51 precari) la chiusura dello stabilimento in Veneto.

Rabbia e disperazione da parte dei lavoratori, operai e tecnici specializzati, tutti residenti nella zona. La fabbrica è occupata giorno e notte e davanti ai cancelli sono stati bruciati i camici per protesta: “Ecco, questo è il futuro dell’Italia”.

I dipendenti della Datalogic, anche a Bologna, hanno scioperato oggi dopo aver saputo di una serie di intenzioni dell’azienda che possono sfociare alla fine in 250 esuberi circa, anche se non toccheranno i lavoratori in forza agli stabilimenti del capoluogo emiliano.

I riflettori sono puntati sulla sede di Treviso dove presto andranno a manifestare in solidarietà i dipendenti Datalogic Bologna: “Lì – ha detto Bruno Papignani, segretario della Fiom-Cgil – chiude uno stabilimento che va bene, ma nel futuro pare destinato a non reggere la concorrenza e quindi si fa una azione preventiva. Il piano non dovrebbe toccare Bologna, questo almeno per adesso”.

Intanto fonti riservate del Fatto Quotidiano parlano di una mail, ricevuta oggi dai dipendenti degli altri stabilimenti, che chiedeva a tutti di non parlare della questione di Quinto con la stampa. “Datalogic si avvale di un ufficio esterno con la quale la prego di mettersi in contatto, senza rilasciare alcun commento – intimava l’avviso ai lavoratori e poi precisava – Anche la frase no comment è una risposta”. La motivazione data è semplice: “Datalogic è quotata in borsa e succede periodicamente che chieda il silenzio per non turbare il mercato. In questo caso l’azienda vuole concludere prima gli accordi coi sindacati”.

A Treviso si occupavano di una parte del settore del Mobile Computer per la raccolta dati, che ora, per esigenza produttive verranno trasferite nello stabilimento vietnamita già esistente. “Datalogic fattura 90% all’estero e ora deve produrre dove vende. L’Asia cresce e se l’azienda vuol competere con giganti come Motorola deve giocarsi bene le proprie carte. Treviso aveva una specificità che ora andrà distribuita negli altri stabilimenti”.

Il Gruppo Datalogic è uno dei principali produttori mondiali di lettori di codice a barre, di mobile computer per la raccolta dati, di sistemi per l’identificazione automatica a tecnologia RFID, di sistemi di rilevazione e di marcatura e offre soluzioni innovative per numerose applicazioni nel campo industriale, in particolare manifatturiero, dei trasporti & logistica e del retail.

L’azienda, secondo le informazioni di Wikipedia, è stata fondata a Bologna nel 1972 dall’ingegner Romano Volta che ne è tuttora il principale azionista con il 67% seguito da TIP spa. con il 6,4% e da altri investitori con quote minori: il 20% circa è flottante sul mercato.

II quartier generale della società è a Lippo di Calderara di Reno, in Provincia di Bologna. Qui ha sede la capogruppo che definisce la strategia e garantisce il coordinamento delle tre principali controllate: Datalogic Scanning, con sede negli Stati Uniti d’America, specializzata nella produzione di lettori di codici a barre per il mercato retail e di lettori manuali; Datalogic Mobile, specializzata nei mobile computer ad uso professionale per la gestione dei magazzini, automazione della forza vendita e raccolta dati nei punti vendita nonché leader nelle soluzioni di Self Shopping per i supermercati; Datalogic Automation, tra i maggiori produttori al mondo di sistemi di identificazione automatica bar code e RFID e di sistemi di rilevazione e di marcatura laser che offre una gamma completa di soluzioni per l’ottimizzazione dei processi nelle applicazioni industriali e logistiche.

Nel 2009 ha ricevuto l’Award, categoria Grandi Imprese, del “Premio Imprese per l’Innovazione” quale azienda che ha saputo crescere in Italia e nel mondo attraverso investimenti in innovazione. I numeri dell’innovazione del 2009: più di 30 nuovi prodotti, 70 brevetti, un nuovo stabilimento e un nuovo centro di ricerca a Saigon, in Vietnam, tappa fondamentale nel progetto di espansione mondiale, dopo Europa e Stati Uniti.

Nel 2010 Datalogic è stata certificata, per il secondo anno consecutivo, dall’olandese CRF come realtà eccellente nella gestione delle Risorse Umane, entrando a far parte del circoscritto gruppo di aziende “Top Employers Italia 2010” che si distinguono nel panorama imprenditoriale italiano come esempio eccellente nella gestione HR. Datalogic è stata riconosciuta “Top Performer” ottenendo dagli esperti del CRF Institute valutazioni elevate su tutti i cinque criteri di valutazione, raggiungendo l’eccellenza nei settori “Formazione e sviluppo” e “Condizioni di lavoro”.

II Gruppo si è cosi confermato realtà aziendale di riferimento, in grado di garantire alti standard di vivibilità e attenzione per i propri dipendenti e capace di trovare nella crescita e nella condivisione i valori chiave delIa propria cultura aziendale.

Per tutti questi motivi la decisione presa da Volta sembra ancora più sconcertante: un’azienda modello e pluripremiata chiude uno stabilimento che funziona. E lo fa senza aprire nessuno stato di crisi, dalla sera alla mattina, lasciando senza lavoro.