I lavoratori della sede Alstom di Bologna si oppongono alla politica di taglio del personale annunciata dalla multinazionale francese e aderiranno alla giornata di mobilitazione europea prevista in tutti i siti del gruppo per lunedì prossimo. “Al di là dei 40 esuberi previsti da Alstom per la sede di Bologna – ha spiegato Alessandro Zardini di Fim-Cisl – è necessario che il gruppo proceda a un serio piano industriale di rilancio e di sviluppo perché quello che ci preoccupa maggiormente in questo momento sono le prospettive e il futuro”. Per questi motivi i lavoratori della Alstom di via di Corticella, in accordo con i colleghi nel resto d’Europa e con le organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Emf (European Metalworkers’federation) incroceranno le braccia lunedì prossimo dalle 13.15 alle 16.30, e organizzeranno un presidio di due ore, davanti al cancello dello stabilimento.

A fronte di un calo di ordinativi da parte degli operatori italiani, in particolare le istituzioni pubbliche, che a quanto ha detto la multinazionale non è compensato da commesse all’estero, il grande gruppo francese che lavora in quattro settori (ingegneria ferroviaria, ingegneria navale, centrali di produzione di energia, trasporto e distribuzione dell’energia), lo scorso 22 marzo ha annunciato la necessità di un adeguamento della base industriale che riguarda alcuni siti Transport in Germania, Italia e Spagna. Alstom Transport impiega attualmente in Italia circa 3.500 persone in 8 siti. Ad essere interessati dagli esuberi saranno i siti di Bologna, che conta ben 616 dipendenti, Guidonia, dove vorrebbero tagliare 40 dei 176 dipendenti, Verona, che Alstom vorrebbe chiudere trasferendo i suoi 62 dipendenti sotto le Due Torri, e Savigliano, dove sono previsti 55 esuberi su 1.130 dipendenti. “La nostra attività – ha spiegato ancora Zardini – si basa su commesse di durata media abbastanza lunga, anche un paio di anni, dunque noi stiamo iniziando a risentire adesso della crisi economica che ormai da due anni sta colpendo duramente il nostro paese e non solo”.

La sede di Alstom Tranport di Bologna insieme a quelle di Verona e a quella di Bari, costituisce la mente tecnica e progettuale del gruppo per l’Italia. “In via di Corticella – ha detto ancora il sindacalista – ci occupiamo tra le altre cose di impianti elettronici e recentemente abbiamo riprogettato quello della stazione di Bologna e quello della linea ferroviaria dell’Alta Velocità Bologna-Firenze, e in questo periodo si sta lavorando alla linea 1 della metropolitana di Milano”. Si tratta dunque di uno stabilimento al altissimo livello tecnologico e professionale, tanto è vero che l’85% dei dipendenti sono impiegati tecnici e ingegneri.

“Il taglio dei finanziamenti da parte dello Stato per le opere pubbliche e per le infrastrutture – ha osservato Roberta Castronuovo di Fim-Cisl – sta portando una grave crisi nel settore. Gli appalti sono sempre meno e la concorrenza con aziende italiane è grandissima, per questo motivo è necessario che a livello nazionale e anche europeo la Alstom pensi a un piano industriale di rilancio, in grado di fare fronte a questa situazione, magari proponendosi ancora di più sui nuovi mercati dell’Est Europa, dell’Asia e del Sud America. Nel marzo scorso hanno annunciato 40 esuberi solo a Bologna, ma temiamo che questo sia solo l’inizio”.

A seguire le trattative con la Astolm è un coordinamento sindacale nazionale nato alla fine del 1999, dopo che il colosso francese ha acquistato dalla Sasib di Carlo De Benedetti la sede di Bologna e dal gruppo Fiat, la controllata Fiat Ferrovia con sede a Savigliano in provincia di Cuneo. “Nonostante l’annuncio da parte dell’azienda delle sue intenzioni di ridimensionamento dell’organico – ha spiegato Zardini che fa parte del coordinamento nazionale fin dalla sua costituzione – non c’è ancora nessuna procedura in atto, dunque questo è il momento molto delicato delle trattative. Ora aspettiamo l’incontro del coordinamento nazionale con i vertici di Alstom Italia che è previsto per il 16 giugno a Milano. È una battaglia sindacale che dobbiamo portare avanti tutti insieme a livello nazionale ma anche europeo”.