Ladro…, urlava una Moratti fuori controllo contro Pisapia e di questo dovrà, per fortuna, rispondere in tribunale e pagarne le conseguenze perchè ha detto il falso.

Altrettanto non potranno fare coloro che hanno votato la fiducia a un decreto che si propone di rubare agli italiani il diritto al voto sui referendum contro il nucleare. Non potranno farlo perchè quello che è accaduto con questo decreto è tecnicamente e politicamente un furto di legalità, un atto di teppismo politico, un tentativo di annullare milioni di firme, di stracciarle. In questo caso è giusto e legittimo parlare e scrivere di furto e di ladrocinio, e sarà il caso di raddoppiare gli sforzi per impedire l’assoluzione o la prescrizione dei mandanti e degli esecutori. Per questo non solo bisognerà batterli nei ballottaggi, ma anche  chiedere alla Corte di cassazione e alla Corte costituzionale di garantire ai cittadini il principio di legalità e di consentire  il voto su tutti e 4 i quesiti referendari.

Non cadiamo nella trappola degli imbroglioni, non cominciamo anche noi a dire che i referendum sul nucleare sono già  stati affossati. Comportiamoci come se la consultazione fosse domani e continuiamo a sostenere i 4 sì senza se e senza ma…

Se anche con un broglio dovessero mai riuscire ad affossarne uno, raddoppiamo gli  sforzi per centrare il quorum, per battere comunque i truffatori, per sbarrare la strada ad ogni ulteriore imbroglio; magari potremmo persino allestire dei seggi autogestiti vicino ai seggi ufficiali per consentire ai cittadini di votare comunque anche sugli eventuali o sull’eventuale quesito cancellato.

Persino Bossi, che sente puzza di bruciato a Milano e dintorni , è arrivato a dire che forse quei referendum sull’acqua non sono poi così male, evidentemente sente aria di una possibile disfatta e comincia a mettere le mani avanti, si prepara a prendere le distanze, sa che anche “la sua gente padana” non gradisce le centrali insicure e l’acqua privatizzata. I ladri di speranza e di legalità non si battono a colpi di invettive o di gargarismi verbali, meglio molto meglio usare l’arma del voto, prima ai ballottaggi e poi ai referendum: è un’arma poco costosa, non inquinante e assai più devastante.