“Vallelunga Pratameno. Chi di noi lo conosce alzi la mano”. Così scherzava un articolo di Roberto Galullo, valido giornalista de Il Sole 24 Ore. In effetti Vallelunga è conosciuta da chi vi è nato, come il boss Giuseppe “Piddu” Madonia, e da chi si occupa ogni giorno di mafia. Ma non, come pensate, perché è la patria del boss. Bensì per ragioni… politiche.

Il 27 luglio 2009 il presidente della Repubblica con il Dpr pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 26 agosto 2009, n. 197, decretava lo scioglimento del comune di Vallelunga Pratameno, guidato dal sindaco Giuseppe Montesano, per condizionamento mafioso dell’amministrazione comunale. Nel Dpr, tra le altre cose, si legge:

“Considerato che nel comune di Vallelunga Pratameno (Caltanissetta), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 13 e 14 maggio 2007, sussistono forme di ingerenza della criminalità organizzata, rilevate dai competenti organi investigativi;

Considerato che tali ingerenze espongono l’amministrazione stessa a pressanti condizionamenti, compromettendo la libera determinazione degli organi ed il buon andamento della gestione comunale di Vallelunga Pratameno;

Rilevato, altresì, che la permeabilità dell’ente ai condizionamenti esterni della criminalità organizzata arreca grave pregiudizio allo stato della sicurezza pubblica e determina lo svilimento delle istituzioni e la perdita di prestigio e di credibilità degli organi istituzionali;

Ritenuto che, al fine di rimuovere la causa del grave inquinamento e deterioramento dell’amministrazione comunale, si rende necessario far luogo allo scioglimento degli organi ordinari del comune di Vallelunga Pratameno, per il ripristino dei principi democratici e di libertà collettiva”.

La notizia è però un’altra. Il 29 e 30 maggio anche a Vallelunga si voterà per le amministrative, e indovinate chi sarà l’unico, vero candidato sindaco? Lo stesso che guidava l’amministrazione sciolta per mafia, ovvero Giuseppe Montesano, sindaco che si proclama antimafioso e apre i suoi comizi con la canzone I cento passi (qualcuno gli chieda i danni). E si difende: il Tar ha annullato lo scioglimento, il comune non era mafioso. Ma io mi sono presa la briga di leggermi tutta la sentenza del Tar del 7 dicembre 2010 che accoglie il ricorso e riabilita l’intera amministrazione, che però si dimette per cercare una nuova “legittimazione” dai cittadini. Solo che il Tribunale non dice affatto che Vallelunga era amministrata da galantuomini. Il Tar infatti non entra nel merito delle contestazioni, delle risultanze delle indagini giudiziarie o delle conclusioni della commissione prefettizia, bensì annulla il provvedimento per un semplice vizio di forma: “Tale provvedimento era stato adottato senza consentire agli interessati alcuna forma di partecipazione al procedimento e senza la comunicazione di avvio dello stesso”. Stop.

Tra l’altro, alla faccia della legalità e dell’onestà intellettuale, Montesano, per le elezioni della prossima settimana, si era ritrovato unico concorrente alla propria successione e, in mancanza di avversari, ha preferito chiedere al suo ex vicesindaco, Giuseppe Pino” Piraino, di candidarsi come contendente alla poltrona di primo cittadino, per evitare una rischiosa corsa al quorum. Ci sarà così tanta rivalità che, nella lista di Piraino, Montesano ha inserito una sua nipote.

Dunque incertezza assoluta in vista del voto: chissà quali sorprese riserverà. Nel frattempo, per mettere un po’ di pepe in una corsa a ostacoli senza ostacoli, ecco quello che si legge nella relazione inviata dal ministro dell’Interno Roberto Maroni al presidente della Repubblica il 23 luglio del 2009. Il ministro, dopo aver analizzato la relazione fornita dai commissari prefettizi, fa presenti le seguenti criticità:

“In particolare, gli aspetti di condizionamento risultano evidenti in una serie di elementi quali:

a) il profilo soggettivo degli amministratori ed i loro rapporti con la locale consorteria criminale;

b) l’attività svolta dal corpo di polizia municipale;

c) la vigilanza nella fase di esecuzione degli appalti e l’analisi delle imprese fiduciarie dell’ente;

d) la gestione del servizio di assistenza agli anziani”.

Mi pare ovvio che, alla luce di quanto sopra, il futuro sindaco (aspettiamo trepidanti il risultato delle urne) dovrà immediatamente fare un repulisti totale, di cui dovrà fare le spese anche il corpo della Polizia Municipale. Altrimenti, ahiloro, mi troverò costretta a fare quel che ho fatto per il comune di Salemi, ovvero chiederne lo scioglimento (ennesimo) per infiltrazioni mafiose. Reiterate.

Ai cittadini di Vallelunga auguro tanta fortuna, e che alle prossime elezioni vinca il migliore. Che prima o poi arriverà.