Come ormai ben saprete, in una di queste agitate nottate pre-ballottaggio, è apparso misteriosamente un nuovo quartiere di Milano: Sucate. Dalla sera alla mattina, in barba al Pgt (Piano di governo del territorio), la periferia (o il centro, non si è capito) ha partorito un nuovo figlio che, però, ha subito mostrato il suo carattere ribelle ospitando addirittura una moschea abusiva, quella notoriamente sita in “Via Gian Domenico Puppa”.

Che razza di città, questa Milano! Talmente pervasa dalle scorie radioattive dell’estremismo sinistrorso, da esserne ormai contaminata sin nelle fondamenta, di più sin nelle pieghe del finora insospettabile Pgt. Una città monstrum fuori da ogni controllo, che vive ormai di vita propria, che si contorce dagli spasmi e muta fattezze come una specie di Mister Hyde dell’urbanistica. Partorisce zingaropoli, Stalingrado in miniatura, moschee abusive, concentrazioni pericolosissime non di gas inquinanti ma di gay vocianti; insomma, un incubo da cui svegliarsi al più presto, una neoplasia, anzi no un cancro, anzi no una metastasi da eradicare senza pietà. Bisogna bonificare questo monstrum dalla malattia dell’estremismo che l’ha colpita e che rischia di contagiare tutto il Nord e poi, chissà, tutta l’Italia. Dobbiamo guarire Milano dalla sinistra! Ne va della sopravvivenza dei nostri valori unitari fondanti: l’illegalità, l’opportunismo, il nepotismo, il clientelismo, l’ipocrisia, la gerontocrazia, la mignottocrazia, il razzismo e l’xenofobia.

Possibile che non comprendiate la posta in gioco? L’assoluta emergenza nella quale ci troviamo? Volete una riprova? Chiedetevi: chi vorrebbe mai vivere vicino a una moschea abusiva in via Gian Domentico Puppa nel quartiere di Sucate? Eh?

Ehm, ecco, io sì. Io ci vivrei. Mi metterebbe di buon umore già solo il fatto di rispondere a chi mi chiede: “Dove abiti?”, “Sucate!”. Soprattutto se chi me lo chiede sono politici in cerca del mio voto… E poi mi piacerebbe svegliarmi e sentire l’odore di spezie del venditore di kebab, e magari cogliere l’occasione di avere una moschea a portata di mano per capirci finalmente qualcosa di Islam. E mi piacerebbe continuare a insegnare, proprio come faccio adesso, in una Scuola Elementare ma di Sucate. Una scuola senza bidelli, senza computer, senza materiale didattico, costruita senza criteri antisimici e soprattutto con pericolosissimi alunni extracomunitari (musulmani, rumeni, albanesi…). Insomma, una vera scuola estremista, un avamposto di terrorismo puro, una cellula dormiente del prossimo abominevole attentato: quello all’idiozia e all’ignoranza.

P.S. Se qualcuno è in grado di fornirmi informazioni sui costi di un monolocale a Sucate, gliene sarei grato. Per chi volesse maggiori informazioni sulle attrattive del quartiere rimando a questa pagina