Virginio Merola è ufficialmente il nuovo sindaco di Bologna. In mattinata c’è stato il passaggio di consegne con il commissario Anna Maria Cancellieri, alla guida della città dal febbraio 2010 dopo le dimissioni di Flavio Delbono, travolto dal “Cinzia-gate”, la love story dell’ex funzionario del Pd consumata tra viaggi a spese della Regione..

Merola ha anche annunciato che proporrà per la Cancellieri la cittadinanza onoraria: “Cercherò di seguirne l’esempio. Sarò un sindaco normale: uno che sta tra i cittadini, per coglierne i problemi e le aspettative. Non userò la mia poltrona per fare politica nazionale”.

Una scelta, quella di proporre la cittadinanza onoraria a Cancellieri, che può non essere così popolare. L’ex commissario, proprio oggi, è al centro di una polemica che la vede sul “banco degli imputati” per aver fatto togliere il depliant sul Museo della Memoria di Ustica, opuscolo che aveva irritato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi. Un atto che sembra disegnato a misura per l’abito grigio dell’ex democristiano di ferro.

“Apprendo con profondo rammarico che da domenica, su indicazione del commissario del comune di Bologna Anna Maria Cancellieri, è stato fatto ritirare il depliant che corredava il Museo della Memoria di Ustica. Con una tempistica davvero inspiegabile, cioè nell’ultima giornata di apertura prima dell’insediamento del nuovo sindaco, si colpisce l’autonomia delle istituzioni culturali della città e si paga un tributo al sottosegretario Carlo Giovanardi”. Questo è quello che scrive la presidente dell’associazione parenti vittime della Strage di Ustica, Daria Bonfietti.

“Non si può infatti non ricordare – sostiene Bonfietti – che il tutto nasce dall’iniziativa dell’onorevole Giovanardi, nello scorso novembre, il quale, usando strumentalmente sia la Prefettura che lo stesso Museo, che era stato fatto aprire appositamente fuori orario, venne a sostenere a Bologna le sue tesi su Ustica. Questo è un atto di censura inqualificabile, un’offesa per noi familiari delle vittime e per le istituzioni culturali cittadine. Un attacco che proviene da un’azione inqualificabile da parte del sottosegretario Giovani che non si capisce a quale titolo parla”.

“Il depliant curato dall’Istituto Parri, distribuito al Museo della Memoria – sostenne all’epoca Giovanardi – scrive cose false e diffamatorie nei confronti dei generali dell’Aeronautica e delle decine di consulenti tecnici, la cui professionalità e lealtà è stata accertata in sede giudiziaria con sentenza passata in giudicato: pertanto deve essere ritirato come correttamente ha chiesto il Capo di Stato maggiore dell’Aeronautica”.

“Già allora, proprio al di là dello stravolgimento completo di ogni parvenza di verità contenuto nelle dichiarazioni di Giovanardi – è il ragionamento di Bonfietti – avevo denunciato come grave offesa alle istituzioni culturali cittadine il suo comportamento. A quell’uso improprio del Museo, Giovanardi aveva poi aggiunto pesanti critiche all’opuscolo elaborato, in base ad una convenzione del Comune di Bologna, dal Mambo in collaborazione con l’Istituto Parri. Un materiale che, va ricordato, in questi anni, anche in presenza di un numero sempre maggiore di visitatori al Museo, non ha mai dato adito a nessuna rimostranza e che invece proprio alla fine del suo mandato la Commissaria fa rimuovere”.

Questo, dunque, l’ultimo atto della commissaria che oggi Merola ha voluto onorare con l’idea di una cittadinanza onoraria. Ipotesi che ha fatto al quanto storcere il naso a Daria Bonfietti, vittima di un doppio schiaffo (dopo il ritiro del depliant) alla memoria delle vittime di Ustica.

“Non pensavo che si arrivasse – afferma la Bonfietti – a chiedere una cosa del genere, non conosco le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione ad una proposta simile, ma di sicuro non mi trova d’accordo”.

Intanto il neo primo cittadino ha salito lo scalone del Comune poco dopo le 11, per un veloce incontro con il commissario a cui ha regalato un mazzo di fiori tricolore e le Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar: “Una scelta bellissima, il libro che tutti dovrebbero leggere”, lo ha ringraziato la Cancellieri. Merola, che occuperà l’ufficio che fu di Dozza, ha anche annunciato la composizione della nuova giunta entro fine settimana e ha rivelato di aver sentito al telefono Sergio Cofferati, di cui fu assessore tra il 2004 e il 2009: “La prima preoccupazione? Stabilire quattro priorità per la ripresa economica”, ha sottolineato.

Nel pomeriggio Merola incontrerà il direttore operativo del Comune, Giacomo Capuzzimati, per “capire lo stato dell’arte”. “Voglio cominciare a lavorare da subito con la squadra” continua Merola, dicendosi “molto orgoglioso” di entrare a Palazzo in veste di sindaco. Merola ribadisce ancora una volta la sua intenzione di essere “un sindaco normale, perché sono stato eletto per amministrare la città, non il fenomeno nazionale”. E a chi gli chiedeva cosa terrebbe dell’esempio di Sergio Cofferati, di cui fu assessore alla Casa e all’Urbanistica, risponde “il carattere e la determinazione”. Cosa non terrebbe? “la gestione della partecipazione”. Ma Merola si inspira soprattutto all’ex sindaco Giuseppe Dozza, tanto che ha anche scelto il suo ex ufficio per sistemare il proprio. “Mi piace ci sia il tavolo riunioni nel mio ufficio e posto per i libri” fa sapere a margine della proclamazione oggi in Sala Rossa.