“Lasciatelo fare, si farà male da solo..”, così mi ha detto il solito cinico amico, quello che sa tutto, quello che le tv non spostano molto, tanto gli elettori hanno già deciso e lo manderanno a casa. Non credete al diavolo tentatore e mandatelo a quel paese. Le tv contano eccome, non a caso Berlusconi sta sfondando ogni regola per ribaltare il risultato e risvegliare i dormienti; comunque anche se le tv non contassero nulla perchè mai tacere di fronte allo squadrismo mediatico e politico?

In quale paese sarebbe stato tollerato che un satrapo chiamasse i “suoi direttori” e ordinasse 5 interviste quasi uguali con tanto di simbolo del partito in evidenza?

Per fortuna qualcosa si è mosso, grazie anche alla risposta delle opposizioni sociali e politiche. L’autorità di garanzia, risvegliandosi da un lungo torpore ha deciso di convocarsi per decidere sulle sanzioni.

La Federazione della stampa e l’Usigrai hanni indetto per domani alle 17 un sit in a Viale Mazzini, davanti alla direzione generale della Rai, per reclamare il rispetto delle norme per garantire ai cittadini il diritto a assere informati alla vigilia dei ballottaggi e dei referendum.

I Viola, Libertà e Giustizia, Articolo21 torneranno davanti alla sede della autorità e davanti alla Camera in occasione del voto di fiducia truffa sul decreto con il quale si cercherà di eliminare i quesiti sul nucleare.

Resta, tuttavia, una domanda, perchè la Rai della signora Lei non ha immediatamente deciso di ripristinare la legalità violata? Perchè non è stata data la parola a Pisapia e a de Magistris? Perchè la Rai attende l’inevitabile sanzione e non opera autonomamente? Lo sanno i dirigenti della Rai che un eventuale intervento di riparazione compiuto in modo autonomo e prima della decisione della autortà potrebbe ridurre fortemente l’entità della sanzione economica? E allora perchè vogliono scaricare sulle tasche dei contribuenti il pagamento di una salatissima multa, perchè gli italiani debbono ancora una volta portare le loro fedi al Duce di turno e pagare un obolo sull’altare del conflitto di interessi?

Pr queste ragioni oltre a reclamare per il ripristino del diritto violato, noi protesteremo anche per questo “furto annunciato”, per questo “procurato danno” e, se sarà il caso, chiederemo anche alla magistratura contabile di ficcare il naso nelle carte della Rai.

Sotto le finestre della Rai urleremo il nostro sdegno per il solo fatto che si possa prendere anche solo in considerazione l’ipotesi di nominare come direttore di un Tg pubblico un giornalista, Paragone, che, non molto tempo fa si vantava non solo di non aver pagato il canone , ma anzi promuoveva una campagna perché tanti altri lo facessero.

Invece di baloccarsi con un nuovo giro di nomine modellato sulle volontà del presidente Berlusconi e del ministro Romani, la presunta nuova Rai si preccupi, prima e soprattutto, di ripristanare la legalità oltraggiata e di garantire a tutti pari opportunità alla vigilia delvoto.

P.S. Restando in tema di scandali Rai vorremmo esprimere la nostra solidarietà al Fatto perchè Sgarbi vorrebbe sfilargli 10 milioni di euro per aver esercitato il diritto di cronaca, in un paese che non è più abituato a questa “stranezza”. Così tanto per scusarsi il Fatto potrebbe pubblicare, invece, tutte le sentenze che hanno visto Sgarbi già condannato per diffamazione o per assenteismo, in un lontano procedimento a Venezia. Comunque, per quanto riguarda gli eventuali 10 milioni da sborsare, nessun problema. Sarà la Rai medesima a sborsare i soldi, dal momento che ha garantito oltre un milione di euro a Sgarbi per un flop dell’otto per cento, non avrà certo esistazioni nel riconoscere almeno 10 milioni di euro a Travaglio, tano per fare un nome, che ha invece contribuito a far salire gli ascolti del servzio pubblico.

O no?