Molti giovani lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) sono spaventati dal proprio orientamento sessuale e non riescono ad immaginare il proprio futuro. È così che dodici giovani produttori cinematografici provenienti da tutta europa hanno intervistato persone LGBT di diversi paesi europei chiedendo di raccontare la propria esperienza.

È la campagna “It gets better” per la quale anche il Presidente Obama ha fatto da testimonial l’Ottobre scorso.

Quando mi hanno chiesto di essere uno dei 5 testimonial europei la cosa mi ha un po’ spaventato. Non è facile parlare di sé, della propria esperienza personale, del proprio privato. Poi capisci che sono tanti i giovani che hanno veramente paura e allora senti il dovere di farlo. Perchè l’Italia su questo è ancora maledettamente indietro. Perchè nelle pieghe più profonde della nostra società si annida ancora il cancro dell’omofobia che viene fuori nei modi peggiori: nelle battutine da spogliatoio, nei doppi sensi, nel rifiuto della diversità e della sua bellezza fino ad arrivare agli atti di intolleranza e violenza.

Ne sono sempre più convinto. L’Italia, sotto questo profilo, è un paese diversamente europeo. Lo sforzo per portarlo a normalità deve essere di tutti.

Oltre a sperare nell’approvazione della legge contro l’omofobia in discussione lunedì prossimo, abbiamo una grande occasione. Dall’1 al 12 Giugno prossimi a Roma ci sarà l’Europride. Sarebbe bello che la manifestazione vedesse la presenza anche di tanti eterosessuali a testimonianza che qualcosa sta cambiando e la battaglia per un mondo migliore è di tutti e non solo di una parte.

E una questione di civiltà. È una questione di dignità. È una questione di umanità. Non possiamo mancare l’appuntamento.

Un piccolo post scriptum dell’ultim’ora:

È di pochi giorni fa la notizia che in Brasile i giudici del Tribunale supremo hanno dovuto pronunciarsi su due ricorsi presentati nel 2008 dal governatore di Rio de Janeiro e nel 2009 dalla Procura Generale della Repubblica: entrambi chiedevano che il riconoscimento dei diritti delle coppie eterosessuali venissero estesi a quelli delle coppie omosessuali.

La risposta del tribunale è stata che le coppie gay potranno legalizzare la propria situazione in Comune in quanto sono da considerarsi una famiglia a tutti gli effetti: ai coniugi debbono essere garantiti i diritti relativi alla Previdenza sociale, ai diritti patrimoniali (eredità) e anche la possibilitá di adottare dei figli.

Alle obiezioni di una parte è stato risposto così dal Giudice Gilmar Mendes del Tribunale supremo federale brasiliano: “Il fatto che la costituzione protegga l’unione stabile tra un uomo e una donna non significa che neghi la protezione all’unione tra persone dello stesso sesso. Questa corte ha il dovere di concederla, se non è stata concessa dall’organo competente, il parlamento.”

Ci vuole poi tanto ad arrivare alle stesse conclusioni anche in Italia?