In un collegio elettorale grande come gli Stati Uniti, essere conosciuti è fondamentale. Ecco perché molti si candidano alla presidenza due volte. La prima volta per farsi conoscere, la seconda per diventare presidente.

Ovviamente non è una regola generale. Bill Clinton fu eletto al primo tentativo. Lo stesso GW Bush (Bush figlio), Jimmy Carter e Barack Obama.

Però GH Bush (Bush padre) e Richard Nixon divennero presidenti al secondo tentativo, Ronald Reagan addirittura al terzo.

In queste elezioni, tra i possibili candidati repubblicani, ce ne sono tre che sono al secondo tentativo: Matt Romney, Ron Paul e Mick Huckabee. Ai tre è da aggiungere Sarah Palin, che nel 2008 era candidata alla vicepresidenza. Non è un caso che questi siano anche i quattro candidati con il maggior consenso.

Eppure, anche così, più del 50 per cento dell’elettorato americano non ha mai sentito parlare di loro.

Questo significa che i candidati repubblicani, pure quelli al secondo tentativo, dovranno dividere la loro campagna elettorale in due fasi: dedicare i prossimi dodici mesi e circa 500 milioni di dollari per farsi conoscere. E poi impiegare gli ultimi sei mesi di campagna elettorale e altri 500 milioni per provare a battere Obama.