Quando un regime è alla fine, i suoi colpi di coda possono essere devastanti. Perchè il tiranno vorrebbe trascinare tutto e tutti insieme a lui, nella sua rovinosa caduta. Ma, lasciatemelo dire, quello che è accaduto ieri è fantastico. In tutta Italia i segnali del cambiamento possibile sono stati finalmente tangibili e chiari. E utilizzando lo strumento che più volte è stato portato a giustificazione degli atteggiamenti arroganti di Berlusconi: il consenso popolare. A partire dalla “sua” Milano, dove non solo la Moratti è rovinosamente costretta ad inseguire l’ottimo Pisapia al ballottaggio, ma lui stesso ha subito una debacle storica dimezzando le sue preferenze.

Grande Pisapia e grande tutto il centrosinistra unito, che ha dimostrato la possibilità di battere questo centrodestra al capolinea se solo si riesce a mettere insieme un programma e un candidato credibili. Qualcuno potrebbe ritenere sorprendente il dato di De Magistris a Napoli. Non noi che abbiamo visto coi nostri occhi quanto la sua campagna elettorale si sia svolta realmente “tra i cittadini”, lontano dai potentati politici e dalle sirene dei poteri forti. Adesso de Magistris e Pisapia  sono attesi al compito più difficile: quello di lavorare per essere il candidato “della città” e non di “una parte”. Entrambi hanno scelto di essere “sindaci per…” sottolineando con questa preposizione di mettersi a disposizione in un percorso condiviso, rimanendo disponibili a un movimento che possa unire e nello stesso momento aiutare.

Ecco, la loro disponibilità è fondamentale per il nostro impegno, come cittadini, per trasformare i ballottaggi in veri e propri momenti di riconquista della nostra cittadinanza attiva. Per questo dobbiamo continuare a convinvìcere i nostri amici e i nostri colleghi, i nostri vicini e anche le persone che quotidianamente incontriamo realmente o virtualmente (tramite il web) che ne vale la pena: votare al ballottaggio per Luigi e Giuliano sarà la nostra riscossa democratica.

Ps: Il quasi 98% di Sì al referendum contro il nucleare in Sardegna sono un ottimo auspicio per il voto nazionale del 12 e 13 giugno contro il nucleare, il legittimo impedimento e per l’acqua pubblica.