Skip to content


Sei in: Il Fatto Quotidiano > Diritti > Alla Bocconi in...

Alla Bocconi insulti contro uno studente gay

La denuncia di un'associazione dell'ateneo per l'uguaglianza di genere. Il rettore interviene, ma fino a pochi anni fa, l'Università bloccava le associazioni omosessuali

Quarto piano di via Sarfatti, lo storico edificio principale dell’Università Bocconi: uno studente del terzo anno cerca di staccare un manifesto di un evento organizzato dall’associazione Best, un altro prova a fermarlo. E si becca insulti omofobi facilmente immaginabili (una selezione: “Omosessuale, frocio, ricchione”), perché Best sta per “Bocconi Equal Students”, un’associazione che “è nata poco più di un anno fa e si occupa di promuovere il rispetto di genere e di orientamento sessuale, conferenze e cineforum”, come spiega la responsabile Giulia Tagliaferri, una studentessa al primo anno della laurea specialistica in Discipline economiche e sociali. “Da giorni stiamo promuovendo un evento per martedì 17 maggio, giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia. Ma i poster venivano staccati o vandalizzati”.

Quando si arriva agli insulti, gli studenti di Best decidono di segnalare il caso allo sportello Campus Life, che assiste gli studenti bocconiani, e poi di denunciare la cosa in una lettera al rettore, il professor Guido Tabellini. “Non è stata un’aggressione, ma insulti sì, ed è importante rendere pubblici questi episodi perché spesso gli episodi di omofobia avvengono nell’indifferenza del silenzio e non se ne ha notizia”, dice Giulia Tagliaferri.

La Bocconi si sta scoprendo intollerante e omofoba? Calma, bisogna inquadrare la situazione. Tra pochi giorni ci saranno le elezioni dei rappresentanti degli studenti, ma il clima è lo stesso tendente all’indifferenza politica che regna di solito tra via Sarfatti e i nuovi palazzi di via Roentgen: protagoniste le solite tre associazioni di rappresentanza, i ciellini di Obiettivo studenti, la destra di BLab e il centrosinistra di Alternativa democratica (Lilliput, storica sinistra bocconiana, si è praticamente estinta). Ma nessuno di questi gruppi sta facendo campagna elettorale sui temi di cui si occupa Best.

Seconda nota: il rettore Tabellini ha subito diffuso una lettera in cui dice che “ci preme ricordare a tutti che far parte della comunità bocconiana significa prima di tutto condividere i valori, a partire da quelli di libertà di espressione, valorizzazione delle diversità, etica e solidarietà”. Nessun accento specifico all’omofobia, “ma è un enorme passo avanti rispetto al passato, quando nel 2003 alcuni studenti gay presentarono la domanda per costituire Oibò, Omosessuali in Bocconi, l’università respinse la richiesta”, ricorda Luca de Vecchi, ex studente per anni esponente e rappresentante di Alternativa democratica. Anche Best ha scelto un nome così generico per non sottolineare troppo la connotazione omosessuale. A proposito di Oibò, il professor Tabellini dice al Fatto: “All’epoca non ero rettore e quindi non ho seguito bene la vicenda, di certo oggi la politica dell’università è di incoraggiare gli studenti a formare associazioni non solo accademiche ma culturali, valorizzando le diversità, e Best ha proprio queste caratteristiche”.

Le tante altre associazioni culturali hanno espresso solidarietà. Anche se martedì arriverà il momento di dimostrarla concretamente: gli studenti di Best si piazzeranno all’ingresso dell’università per distribuire volantini informativi sulla giornata internazionale contro l’omofobia. Distribuiranno anche nastrini rosa da appendere allo zaino o alla borsa, “è il colore del triangolo che i nazisti imponevano agli omosessuali”, spiega Giulia Tagliaferri, di Best. A seguire, evento alla Casa della cultura, storico presidio della sinistra milanese, con Elio De Capitani ed Eva Cantarella. Anche dal numero di nastrini rosa in circolazione nel quadrilatero bocconiano si capirà se è stato raccolto l’invito del rettore Tabellini a “riflettere su alcuni gravi comportamenti di intolleranza che si sono verificati” in Bocconi.

dal Fatto Quotidiano del 15 maggio 2011