A costo di apparire e di essere sgradevoli, questa volta non ci uniamo al coro di chi ringrazia l’Autorità di garanzia per l’ennesimo richiamo a Berlusconi e per le sanzioni pecuniarie. Questi interventi assomigliano a un cerotto applicato ad una gamba ingessata. Non servono a niente, forse solo a salvarsi la coscienza.

L’Autorità avrebbe potuto  e soprattutto dovuto intervenire all’inizio della degenerazione, quando il presidente editore ha invaso tutte le reti di sua proprietà, diretta o indiretta, con le famigerate videocassette, con le telefonate in diretta e addirittura con le false interviste con le domande concordate e la possibilità per il vecchio padrone di leggere le risposte direttamente sul gobbo, per usare una espressione gergale.

Le sanzioni economiche fanno semplicemente il solletico all’uomo più ricco d’Italia che si è permesso, addirittura, di sbeffeggiare e di far sbeffeggiare l’autorità medesima dai suoi mazzieri, poco ci è mancato che la spernacchiassero in diretta, durante i Tg. Persino nel decidere le sanzioni, tuttavia, l’autorità non ha avuto il coraggio di andare sino in fondo, di applicare le norme a prescindere dalla potenza politica e mediatica del soggetto da giudicare. Le norme, infatti, prevedono anche una multa legata al fatturato, sino al 3% del totale, perchè non hanno mai avuto il coraggio di applicarle?

E ancora per quale ragione né l’Autorità di garanzia per le comunicazioni, nè tanto meno quella Antitrust, hanno mai tentato di esigere l’applicazione dell’articolo 7 della pur debolissima legge Frattini sul conflitto di interessi, che pure prevede la sospensione della licenza per chi sostiene in modo continuato e privilegiato un politico o un partito? Eppure i dati in possesso dell’autorità confermano che questa norma è stata letteralmente polverizzata. Questa campagna elettorale, dunque, si è conclusa con l’ennesimo oltraggio, e qualunque sarà il risultato l’oltraggio resterà, perché persino l’eventuale successo sarà comunque condizionato dal cumulo di illegalità politiche e mediatiche che sono state consumate.

Il segretario del Pd Bersani aveva proposto di salire sul tetto dell’Autorità. Più  modestamente proponiamo a lui e a tutti gli altri esponenti della opposizione di chiedere al professor Calabrò, presidente dell’Autorità di garanzia, e al professor Catricalà, presidente dell’Antitrust, di valutare la possibilità di consegnare le loro dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica e dei presidenti della Camere.

Se  davvero, come pure si sente mormorare, nulla potrebbero fare contro questa metastasi che rischia di ferire a morte l’ordinamento democratico, annuncino le loro dimissioni con una lettera rivolta al Parlamento e alle supreme Autorità Costituzionali e dicano con civica onestà che, sino a quando ci sarà questa forma di conflitto di interessi, sarà inutile tentare di arbitrare una partita truccata. Non diano ulteriori coperture a una situazione di palese illegalità costituzionale.

A questo punto, come Articolo21 sostiene da tempo, non resterà che chiedere all’Europa di inviare gli arbitri internazionali dell’Osce e di affidare loro sia il monitoraggio, sia la valutazione sulla regolarità delle campagne elettorali. Sarà il caso di farlo subito, perchè tra qualche giorno ci saranno i ballottaggi e subito dopo i referendum contro i quali è già in atto una campagna per oscurarli e per cancellarli, prima con un broglio politico, poi, se non dovesse bastare, con il consueto broglio mediatico. Chi non dovesse condividere la proposta ne avanzi un’altra, ma che sia praticabile qui e ora, prima che Berlusconi e la Moratti vadano ad occupare anche i tetti dell’Autorità di garanzia…

Ps: Nanni Moretti ha ottenuto un grande successo al festival di Cannes, noi restiamo sempre in attesa che la cosiddetta nuova Rai della signora Lei ci faccia sapere se e quando Rai 1 manderà in onda, in prima serata, in versione integrale il film Il caimano.