Vorrei qui ricordare Sacco, amico generoso, musicista, insegnante della Scuola Popolare di Musica Ivan Illich.

Alla scuola, Sacco in più di dieci anni si è occupato di tutto: oltre ad insegnare fisarmonica e computer music, ha costruito porte, parquet, gestito la manutenzione degli strumenti musicali ed ogni cosa che sapesse di elettronico ed elettrico, software, hardware, ma anche campanelli, il tiro del cancello e la caldaia. Di una generosità  così rara poi, che tutti, ma proprio tutti, quelli che lo hanno conosciuto possono dire di essere stati aiutati da lui in qualcosa.

Dall’anno scorso Sacco si era deciso a tenere anche uno dei laboratori di musica d’insieme, cosa che prima non aveva mai voluto fare ma che poi, evidentemente, ha “preso sul serio” ;  non si è “limitato” a insegnare musica  ma ha fatto nascere un gruppo  coeso, un microcosmo di condivisione, mettendo in pratica con leggerezza e semplicità uno dei nostri principi didattici: l’apprendimento della musica è sempre legato allo stare insieme. Sacco aveva capito bene che per imparare a suonare insieme agli altri bisogna ascoltarsi, condividere, nutrirsi, raccontarsi, stimolarsi a vicenda e anche saper tacere.

Mi è capitato di “spiarlo” quel laboratorio, mi è capitato di vederli rapiti all’ascolto di qualche musica registrata, con Sacco a voce alta a dare le sue indicazioni, oppure mentre suonavano repertori disparati, o intenti a giochi ritmici come quelli del video che qui potete vedere.

Alla notizia della sua scomparsa improvvisa le attività sono state sospese ma la scuola è rimasta aperta, ci siamo stretti tra noi e accolto chi veniva a trovarci, abbiamo mangiato, bevuto, raccontato.

Al Pantheon della Certosa  abbiamo appeso lungo i fili tra le colonne un po’ di foto, scovate a fatica perché in ogni festa seminario o saggio di fine anno lui era sempre rintanato dietro a qualche mixer o dietro a qualche mezzo di registrazione. Molto naturalmente abbiamo suonato.

Ciao Sacco