Gli sbarchi a Lampedusa non si fermano. Sarebbero 1241 i migranti approdati su sei barconi dalle 7 di stamattina. Altri due sono già stati avvistati: un’imbarcazione si trova a una quarantina di miglia dall’isola e trasporta circa centro profughi, l’altra, più piccola – con una decina di immigrati, forse tunisini – è stata intercettata nei pressi dell’isolotto di Lampione. L’ultimo sbarco finora, il più numeroso, ha portato sull’isola 493 persone, soccorse al largo su un’imbarcazione alla deriva. Non è ancora chiaro se tra i profughi vi siano anche i 220 che ieri avevano lanciato l’sos con un telefono satellitare mentre si trovavano ancora nelle acque territoriali maltesi. In mattinata la guardia costiera ha perso il contatto con il barcone: continua a squillare a vuoto il telefono satellitare con il quale i migranti avevano chiesto aiuto “all’Italia e a Malta”, raccontando di imbarcare acqua e di essere in difficoltà. Le autorità de La Valletta hanno comunicato di essere state impegnate nelle ultime 18 ore nel monitoraggio di quattro imbarcazioni, poi soccorse delle unità italiane. Una di queste è stata scortata anche da una nave militare della Nato. Colpa della guerra in territorio libico, ha commentato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. “Abbiamo sollecitato e solleciteremo ancora un’azione forte della diplomazia che ponga fine alla guerra in Libia, altrimenti non c’è modo di fermare gli sbarchi”, ha spiegato. Aggiungendo un nuovo rimprovero nei confronti dell’Unione europea, che “non sta facendo quello che si è impegnata a fare”. L’invio di barconi carichi di migranti verso l’Europa è “uno strumento criminale che viene usato dal regime di Gheddafi” per esercitare pressioni, anche secondo il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ne ha parlato in un’intervista rilasciata a ‘Corrieretv’. Il titolare della Farnesina ha quindi chiesto che questi “crimini vengano considerati nel dossier” che la Corte penale internazionale sta preparando sul rais.

I migranti arrivati oggi, tra i quali numerose donne – alcune incinte – e bambini, la maggior parte sono profughi libici, ma ci sarebbero anche un centinaio di cittadini tunisini. Altri due arrivi, non conteggiati tra i sei, si sono verificati a Linosa – dove 14 migranti sono arrivati poco prima della mezzanotte – e a Pantelleria, dove due piccoli gommoni forse provenienti dalla Tunisia e con a bordo 15 persone sono stati fermati al largo.

L’Onu ha intanto diffuso le sue stime sui cosiddetti ‘viaggi della speranza’ dei profughi libici attraverso il Mediterraneo. “Stimiamo che potrebbero esserci fino a 1.200 persone che risultano disperse e che si presume morte”, ha affermato a Ginevra la portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, Melissa Fleming. Una persona su dieci in fuga dalla Libia non sopravvive alla traversata, ha aggiunto. La portavoce ha inoltre riferito che personale dell’Unhcr ha rintracciato in un campo-profughi in Tunisia tre etiopi che figurano tra i nove sopravvissuti di un’imbarcazione partita dalla Libia il 25 marzo per l’Europa con a bordo 72 persone. Avvistati da due navi militari mentre erano alla deriva – senza carburante, acqua e cibo – non sono stati soccorsi. Dopo oltre due settimane l’imbarcazione è approdata su una spiaggia in Libia. Per il viaggio, i migranti avevano dovuto pagare 800 dollari ai trafficanti, ma a bordo non vi era un vero capitano e i passeggeri avrebbero dovuto cavarsela da soli, ha riferito la portavoce.

Sulla gestione dei migranti interviene anche il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, che non condivide la decisione della Danimarca di reintrodurre i controlli alle frontiere per le vicine Germania e Svezia. Le misure proposte, “dopo una prima analisi”, sottolinea Barroso, sembrano “mettere in dubbio” l’applicazione dei trattati Ue e di Schengen. Il presidente della Commissione scriverà le sue impressioni in una lettera indirizzata al premier danese, Lars Lokke Rasmusse, chiedendo di evitare “passi unilaterali”. I due hanno già avuto stamattina un colloquio telefonico.