La protesta degli operai della Thyssen a Terni

Quello che si sapeva da qualche giorno è ora ufficiale. La Thyssenkrupp scorporerà la divisione Stainless Global, che raggruppa le produzioni di acciaio inossidabile nell’ambito della quale il sito di Terni (quasi 3mila occupati complessivamente) ha un ruolo di primo piano. E la decisione del gruppo – che ha chiuso il primo semestre dell’anno fiscale con un aumento dell’utile operativo del 22 per cento – ha subito provocato preoccupazione in Umbria.

Timori per il futuro tra i pochi lavoratori davanti allo stabilimento di viale Brin dopo l’annuncio della decisione del comitato di sorveglianza dell’azienda giunta da Berlino. Dalla prossima settimana sono previste assemblee dei lavoratori.

La presidente della Regione Catiuscia Marini e l’assessore allo Sviluppo economico Gianluca Rossi hanno subito chiesto di essere messi al corrente “direttamente dal management del Gruppo”. “A questo punto – affermano – deve muoversi anche la diplomazia italiana affinché siano i rappresentanti al più alto livello del board della Tk a fornire precisi dettagli”.

Il segretario provinciale dell’Ugl metalmeccanici di Terni, Daniele Francescangeli ha spiegato che “il clima nello stabilimento è di incertezza e inquietudine”. “Non vorremmo che venisse dispersa – ha aggiunto – una manodopera che conserva una tradizione di 130 anni nella lavorazione dell’acciaio”. Per il segretario nazionale della Fim-Cisl Marco Bentivogli “è ancora più grave che questa decisione sia stata nei giorni scorsi strumentalmente ricondotta alla sentenza di condanna di Torino”. Il sindacato ha quindi rinnovato l’invito alla Federazione europea dei metalmeccanici a sostenere la vertenza, annunciando una forte mobilitazione. La Fiom-Cgil si è detta “sconcertata” dal fatto che il sindacato tedesco Ig Metall abbia raggiunto un accordo con Tk senza avere coinvolto il Comitato aziendale europeo e i sindacati italiani. Continua poi a ritenere sbagliato lo scorporo. “Anche perchè sappiamo bene – ha sostenuto la Fiom – che, spesso, le dismissioni, gli scorpori e le vendite non garantiscono l’occupazione”. Pronta alla mobilitazione “per tutelare la produzione sul territorio italiano a partire da Terni” anche la Uilm.

La Tk ha comunque reso noto che “tutte le opzioni” verranno esaminate per il proseguimento della attività Stainless Global “fuori dal gruppo”. Il piano – ha spiegato il gruppo – non prevede riduzioni forzose dell’organico e gli eventuali acquirenti dovranno garantire “il futuro dei siti e dei posti di lavoro”. Il presidente del consiglio di amministrazione, Heinrich Hiesinger, ha detto che Thyssenkrupp “disinvestirà” dalle attività dell’area acciaio inox anche per avere una “maggiore libertà d’azione per ulteriori miglioramenti strutturali e risparmi sui costi”. La multinazionale tedesca intende quindi investire “parecchi miliardi di euro” nei prossimi anni in attività che si trovano nei “mercati del futuro”. Hiesinger ha citato anzitutto il mercato cinese, dove l’economia “sta crescendo a un ritmo quasi senza precedenti”, ma “anche la forza economica di altri Paesi emergenti, primi fra tutti il Brasile, l’India e la Russia”.

“Stiamo cercando – ha concluso Hiesinger – nuovi proprietari per società con 35mila dipendenti e lo stiamo facendo in modo responsabile”.