L’annuncio della Danimarca di voler procedere a una sospensione del Trattato di Schengen costituisce un’altra picconata su di uno dei principi fondamentali dell’Unione europea, quello della libera circolazione delle persone. Esso è stato preceduto del resto dalla penosa querelle fra Berlusconi e Sarkozy sulla questione dei tunisini sbarcati a Lampedusa, e ha in comune con questa e altre squallide vicende la rincorsa dei peggiori umori razzisti e delle forze politiche che li rappresentano.

Pare evidente come l’Europa non possa essere costruita ed essere fondata sugli egoismi delle “patrie” grandi e piccole. Gli stessi egoismi che si riaffacciano quando si tratta di aiutare gli Stati più deboli che, come la Grecia, il Portogallo, l’Irlanda, e un domani forse anche altri, fra cui l’Italia, sono lasciati in balia della speculazione e dei poteri finanziari. Al popolo greco, come a quello portoghese e quello irlandese, si chiede oggi di pagare le scelleratezze delle rispettive classi dirigenti, ma anche l’inesistenza di una strategia europea degna di questo nome per garantire effettivamente la coesione continentale, i diritti di tutti i cittadini europei e sbarrare la strada al capitale finanziario.

Il governo tedesco non vuole spendere neanche un euro per i “greci spendaccioni”, ma sono le stesse fondamenta dell’Unione europea ad essere marce, perché la sua costruzione istituzionale è da sempre subalterna agli imperativi del capitale e si è fatta la più fedele esecutrice dei folli diktat del neoliberismo che hanno causato enormi danni in tutto il mondo e continuano a causarne.

Non può poi sorprendere più di tanto che siano proprio i settori socialmente più deboli quelli che si orientano verso le forze razziste, che sembrano offrire, di fronte ai fallimenti e alle idiozie della cosiddetta sinistra e di forze politiche insulse e decerebrate come il Partito democratico, l’unica risposta ai guasti della globalizzazione.

I limiti dell’Unione europea sono sotto gli occhi di tutti da tempo (vedi in merito già la presa di posizione di otto anni fa dell’Associazione europea dei giuristi per la democrazia e i diritti umani nel mondo). O verranno superati, ritrovando una nuova identità europea basata sull’effettiva uguaglianza fra tutti i suoi cittadini, uomini e donne, sulla democrazia partecipativa e sull’apertura nei confronti degli Stati e dei popoli del mondo intero, a cominciare da quelli del Mediterraneo, oppure l’Ue è destinata a un triste tramonto e ad affogare nel mare dei degli egoismi nazionali, sotto la guida dei patetici nani razzisti come Berlusconi e Sarkozy e i loro accoliti leghisti e del Front national.