Adriano Celentano, dopo le prese di posizione degli ultimi giorni su Il Fatto, ha telefonato in diretta ad Annozero. Per parlare ancora di elezioni, nucleare e cambiamento. “La parola cambiamento è sulla bocca di tutti”, nota il molleggiato, anche su quella del premier Silvio Berlusconi. “Ma nessuno gli ha detto che il primo ad essere cambiato sarà lui?”, ironizza.

Celentano fa appello a “studenti, comunisti, fascisti, leghisti e operai costretti a lavorare nell’insicurezza”. Gli stessi, quest’ultimi, offesi dall’applauso durante la riunione di Confindustria all’amministratore delegato della Thyssen Krupp, condannato per l’omicidio volontario degli operai morti nel rogo dello stabilimento torinese. “Un applauso che veniva dalla gente”, sottolinea Celentano. E che quindi dovrebbe far pensare di più.

Prima di tutto dovrebbe far pensare alle elezioni. Il molleggiato ha commentato gli scontri degli ultimi giorni nella campagna elettorale di Milano. Soprattutto dopo l’accusa del sindaco Letizia Moratti allo sfidante Giuliano Pisapia e che le porterà a una querela da parte dell’avvocato milanese. “Una infamia che non ha precedenti”, la definisce Celentano, che condivide l’opinione del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, secondo cui il primo cittadino con la mossa di ieri “si è sparata sui piedi”. “E come si fa – aggiunge l’artista – a votare una che si è sparata?”. Per questo l’avvocato, suggerisce il cantante, dovrebbe ritirare la querela nei confronti della Moratti. “Pisapia ha già vinto”, dice.

Un passaggio poi Celentano lo dedica al referendum sul nucleare, bloccato dal governo. L’artista invita ad andare a votare e, se le urne dovessero restare chiuse, “lasciamo i bigliettini lì davanti, così l’indomani se ne conteranno migliaia”, propone. Un’idea che non entusiasma parte degli ospiti presenti alla trasmissione. Soprattutto il sottosegretario Daniela Santanché. Celentano, però, le dedica lo stesso il finale.”Volevo dire una cosa – conclude il molleggiato – la Santanché… è carina”.