In occasione della campagna elettorale per le elezioni regionali del 2010 Berlusconi, insieme alle tante altre ciarlatanerie, promise di liberarci dal cancro (quello clinico, medico, insomma… quello vero), con l’aiuto di Don Verzé, nel giro di tre anni.

Più di un anno è già passato senza segnali di speranza, Don Verzé è alla affannosa ricerca di quattrini e il male peggiora. A meno che…

A proposito di cancro e di metastasi…

Egregio presidente del Consiglio,
ci fece una promessa tempo fa,
giurando su un nipote o su di un figlio:
Tre anni e il mio governo vi darà

la vittoria finale sul tumore.
Le ricordiam, Dottore smemorato,
forse distratto da una vita hard-core,
che più di un anno da quel dì è passato

senza nulla di nuovo su quel tema,
se non che Don Verzé, socio in impresa,
di soldi sembra aver qualche problema
mentre il maligno mal, sempre in ascesa,

ha già colpito il vivere civile
e di metastasi l’Italia abbonda.
C’è ancora il Pdl col Suo stile
e Augusto Minzolini è sempre in onda.

E’ la Costituzione sotto attacco,
son giudici e Giustizia sotto tiro,
sui referendum quasi pronto è il pacco
mentre la Santanché va ancora in giro.

La scuola ci hanno già portato via
ed un governo pieno di venduti
dimostra che la grave malattia
ha già raggiunto, ormai, picchi assoluti.

Noi siam convinti, caro Presidente,
che Lei sia, più che l’Unto del Signore,
il mal che ci consuma lentamente,
la più tremenda forma di tumore.

A questo punto, egregio Cavaliere,
la guarigion può essere una sola:
che dai coglion si tolga con le schiere
di servi, di baldracche e di pistola!