”Caro Virginio, la mia vita assai vagabonda mi terrà lontano da Bologna nei giorni della chiusura della campagna elettorale. La mia lontananza è però solo geografica perché non ho mai cessato, neppure un giorno di fare il tifo per la vittoria del centrosinistra e del Pd, nella mia città come in tutto il Paese”. E’ un passo della lettera  che Romano Prodi ha inviato a Virginio Merola, candidato sindaco del centrosinistra alle elezioni amministrative di Bologna del 15 e 16 maggio 2011, il cui comitato elettorale l’ha diffusa.

“Qualche mese fa – scrive l’ex presidente del consiglio e leader dell’Ulivo – le lunghe file ai seggi delle primarie del centrosinistra hanno testimoniato la voglia di partecipare e la volontà di essere protagonisti nella storia della loro città. Quel giorno, grazie a una straordinaria adesione, ha vinto la democrazia, mentre l’autoreferenzialità, difetto che troppo spesso alberga nei partiti e nella politica, subiva una dura sconfitta. Per Bologna, la mia città, ha significato la volontà di ripartire e guardare avanti. Pochi giorni ancora e i cittadini saranno chiamati alle urne per decidere chi dovrà governarla per i prossimi cinque anni. Bologna vuole e deve rinascere, ricca come è di risorse che attendono solo di essere messe in rete. Bologna deve recuperare quel respiro internazionale che merita, lontano da derive populistiche e da paure che spingono solo a chiudersi senza peraltro risolvere i problemi”.

“Mi auguro – conclude Prodi – che i bolognesi vadano a votare numerosi e votino per una città solidale e sicura, una città aperta e all’avanguardia con un governo capace e autorevole. Alla guida di questa città ci sarà un sindaco rispettoso e rispettato. Si voterà a Bologna, ma si voterà anche in numerosi comuni e in diverse province. Non mi stanco di ripetere che oggi ciò che occorre è poter tornare a immaginare il futuro dell’Italia. Per risollevarne le sorti, si parta allora dal buon governo di città come Bologna, con Virginio Merola, come Torino, con Piero Fassino, Milano con Giuliano Pisapia, Napoli con Mario Morcone e in tutti quei paesi o città dove un nostro candidato si batte per vincere. Per ricostruire la speranza, per recuperare il rapporto con il territorio, per un nuovo sviluppo locale ancorato ai principi fondamentali della nostra Carta costituzionale che è – e rimarrà sempre – la base della nostra identità politica”.