Bologna del centrosinistra Virginio Merola, in diretta alla Zanzara su Radio 24, ha commentato – riferisce l’emittente – le battute di Giulio Tremonti nei suoi confronti fatte ieri sera dal palco di piazza Maggiore nell’appuntamento elettorale con Umberto Bossi.

“Quando sono venuto a Bologna tempo fa mi hanno detto che c’erano state le primarie e che aveva vinto Merola. Pensavo di essere a Napoli e invece ero a Bologna”, aveva detto Tremonti nell’intervento in piazza a sostegno del candidato sindaco Manes Bernardini. E aveva concluso dicendo che Bologna “è sempre stata un crocevia”, ma ora “troppe persone vengono da fuori e un prossimo sindaco potrebbe chiamarsi Alì. Anzi Alì Babà, così i babbà li dà a Merola”.

Bologna è una città che sa accogliere – ha aggiunto Merola – e ha saputo accogliere persone che vengono da tutte le parti, perché Bologna è una città democratica. Se non la pensi come loro, ti eliminano così”.

A Radio 24 Merola ha replicato anche ad una recente illazione di un ex assessore della giunta Cofferati, secondo il quale il candidato sindaco in una trasmissione radiofonica era alticcio: “Non mi sono mai ubriacato, se non da giovane”. E gli spinelli? “Come tutti negli anni Settanta ho provato perché me l’hanno offerto. Farsi uno spinello non è una cosa grave, fanno molto più male le sigarette e io ne fumo molte: questo è grave”.

Sul Bologna calcio, Merola, dimostra ancora una volta di saperne molto poco. Quanti scudetti ha vinto, chiede il conduttore. “Uno, nel 1964“. In realtà sono sette. “Sarebbe ipocrita – ha detto Merola – mi preparassi adesso. Non so di calcio, non me ne intendo, questo ormai si è capito”. In realtà Merola la prende a ridere, nel corso della trasmissione si è dimostrato malleabile e simpatico. E su una cosa ha ragione: si fosse studiato a memoria la storia del calcio avrebbe peggiorato la situazione. Non è che per fare il sindaco serva conoscere l’Almanacco Panini… Duro invece sulla battuta poco felice del ministro Tremonti sulle sue origini. “Razzista”. Punto e basta.