Pakistan, il rifugio di Osama Bin Laden

Il Pentagono annuncia: “Quello trovato nel covo di Abbotabad è il più grande archivio video di Osama”. Quindi a stretto giro la Casa Bianca dà il via libera alla diffusione di cinque video che ritraggono il principe del terrore nel suo covo a nord di Islamabad in Pakistan. I video, dunque. Nel primo Osama bin Laden appare nell’atto di guardare un suo stesso filmato in tv, come se fosse in preparazione di un nuovo messaggio. Lo ha anticipato la Abc. Gli analisti Usa ritengono ”molto interessante” il video in cui Bin Laden “guarda se stesso” in tv, perchè non escludono che il leader di Al Qaida stesse lavorando ad un nuovo messaggio terroristico da diffondere prossimamente. Mentre in altri video Bin Laden appare “molto più quotidiano”, con la barba in disordine, in questo – ha riferito la Cnn – la sua immagine appare molto più curata, attenta nei particolari. Insomma, quello che emerge dai primi dati dopo il blitz è il ruolo di leader operativo di Osama.

Continuano intanto le polemiche tra gli Stati Uniti e il Pakistan, accusato da Washington di aver fornito informazioni e appoggio allo sceicco e ai suoi uomini.  Il consigliere per la sicurezza nazionale della casa Bianca, Tom Donilon, ha ricordato che “non ci sono prove” del fatto che a Islamabad le autorità sapessero dove si nascondeva Bin Laden, ma che bisogna indagare. Se gli statunitensi gettano acqua sul fuoco, più netto è Imran Khan, leader del partito progressista pakistano Tehreek-e-Insaf, che ha dichiarato oggi: ”Tutte le forniture della Nato saranno bloccate” per due giorni. Il 21 e 22 maggio si protesterà a Karachi per “mobilitare l’opinione pubblica affinché il Pakistan recuperi la propria sovranità e dignità nazionale” perdute con il raid statunitense in cui è stato ucciso Osama Bin Laden, ha spiegato Khan. ”Gli Stati Uniti e la Nato devono immediatamente ritirare le loro forze armate dall’intera regione”, ha aggiunto il leader progressista, riferendosi al Pakistan e all’Afghanistan. Perché “hanno raggiunto i loro obiettivi” con l’uccisione dello sceicco. Un importante passo avanti, confermano dagli Usa, ma che per Donilon non può far considerare al Qaeda “strategicamente sconfitta”.