A Napoli ritorna l’Esercito, ritorna il battaglione munnezza. La risposta di Berlusconi all’ultima, drammatica emergenza rifiuti, più che a un coup de théatre assomiglia a una sceneggiata napoletana: “Dato che a Napoli si sono riformati i mucchi di immondizia per le strade abbiamo chiesto ancora una volta l’intervento dei militari”. L’annuncio arriva al termine dello stesso Consiglio dei Ministri in cui sono stati nominati 9 nuovi sottosegretari, due dei quali campani: “Da lunedì saremo in campo con 73 mezzi e con 170 uomini per far ritornare Napoli ad essere una città civile”.

Giusto in tempo per ripulire la città prima del suo arrivo, previsto tra una settimana, per la chiusura in pompa magna della campagna elettorale del centrodestra. Quasi una conferma implicita che, mai come questa volta, le montagne di sacchetti lasciati a marcire per le strade sono più il frutto di una colossale speculazione politica che il nuovo picco di un’interminabile emergenza: “Questa crisi ha a che fare con le elezioni – ha dichiarato Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania – ci sono dei disegni occulti”. Dal Vomero a Scampia, dal cielo all’inferno, la città è ormai da giorni sommersa da 2000 tonnellate di rifiuti. Quando non vengono riversati lungo la strada da cittadini esasperati dai miasmi, i sacchetti fanno da spartitraffico lungo gli stradoni di periferia o si inerpicano fino ai primi piani dei palazzi del centro storico.

Inviare in missione i militari a Napoli ora serve davvero a poco: il problema sono gli spazi. L’ASIA, la società comunale di raccolta, non sa più dove portare i rifiuti della città, con impianti che funzionano a singhiozzo e discariche ormai prossime alla chiusura. Quelle di Terzigno e di Chiaiano sono ormai sature, senza contare che lo sversatoio allestito alla periferia nord della città da Guido Bertolaso è stato in parte sequestrato oggi per il sospetto coinvolgimento della camorra nei lavori di allestimento.

In pratica, mentre i militari presidiavano giorno e notte il sito, ditte legate al potente cartello dei Casalesi entravano indisturbate dall’ingresso principale. Quell’impianto era fondamentale per evitare che la crisi di quei giorni – siamo nell’estate 2008 – diventasse irreversibile: era il “polmone”, un tempo verde, che avrebbe potuto dare tempo al sottosegretario Bertolaso di completare il ciclo integrato dei rifiuti in Campania. Ma il piano è fallito miseramente e oggi la questione munnezza a Napoli è praticamente all’anno zero.

Merito anche del Presidente della Provincia, Luigi Cesaro, l’uomo amico di Silvio Berlusconi e di Raffaele Cutolo, che a gennaio aveva sottoscritto un impegno istituzionale per individuare e allestire una nuova discarica alle porte della città. Non lo ha fatto e le scene viste in questi giorni sono solo uno spot del drammatico film che si potrebbe vivere in estate per le strade di Napoli. Un maleodorante reality, a cui il centrodestra, che governa la Regione e la Provincia, risponde solo con l’invio dell’Esercito. Una mossa che ricorda quella che gli americani chiamano “Rescue operation”, cioè quei blitz per salvare prigionieri in pericolo. Il “soldato Ryan” in questione, stavolta, si chiama Gianni Lettieri: imprenditore discusso, candidato sindaco di Letta e Berlusconi. Era dato per favorito ma ora è in forte calo, nei sondaggi e tra i suoi stessi sostenitori. Non è detto, però, che stavolta la missione del premier servirà davvero a cambiare il destino delle elezioni. Ora, il dramma rifiuti rischia davvero di sommergere Berlusconi e i suoi uomini.

video di Nello Trocchia