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A sostenere Letizia Moratti nella sua faticosa corsa verso la rielezione a sindaco di Milano c’è anche la Lista Riconoscenza. In verità si chiamerebbe “Milano al centro”, ma al centro di che? È una lista civetta per raccattare il “voto di ringraziamento”.

Proviamo a spiegare. È composta da uno stuolo di sconosciuti, a parte Ornella Vanoni, ottima nella musica e pessima in politica. Capilista Giovanni Terzi e Mariolina Moioli. Due assessori uscenti. Il primo alle Attività produttive, politiche del lavoro e dell’occupazione. La seconda alla Famiglia, scuola e politiche sociali. Due assessorati delicati e preziosi. Moioli è la zarina dei servizi sociali e con la sua attività di assessore si è meritata il “ringraziamento” di cooperative, associazioni, fornitori. Terzi è lo zar del commercio e della moda, e il “ringraziamento” lo chiede ai negozianti e agli operatori del settore in cui ha svolto le sue funzioni pubbliche. In più è grande amico di Marcello Dell’Utri e dell’Opus Dei. Insomma: “Milano al centro” è una lista mirata a raccogliere i consensi di quello che nella Prima Repubblica si sarebbe chiamato clientelismo di governo e che invece nella Seconda fanno passare (ahi, la corruzione delle parole!) per coinvolgimento della società civile.

La Lista Riconoscenza dunque è al lavoro. Forse non raccoglierà grandi numeri, ma Letizia Moratti sa che in questa battaglia, per lei così difficile, anche poche centinaia di voti possono fare la differenza. Forse della Lista Riconoscenza non sarà eletto nessuno, nessuno entrerà in Consiglio comunale, ma che importa? I due assessori uscenti hanno già pronte, in caso di vittoria di donna Letizia, due nuove poltrone d’assessore.

La campagna elettorale la fanno, però. Eccome. Con qualche problema per la divisione tra amministrazione (che dovrebbe essere per tutti i cittadini) e politica di parte. La Lista Riconoscenza mischia i due piani. E ha trasformato gli uffici comunali di largo Treves, sede della direzione centrale Famiglia, scuola e politiche sociali, nel quartier generale della campagna elettorale per Letizia sindaco. Strutture e personale, invece di lavorare per tutti i cittadini, nelle ultime settimane sono precettati, ventre a terra, per ottenere il bis della Moratti a Palazzo Marino. I dirigenti sono costretti a distogliere l’attenzione dalle loro attività istituzionali per dedicarsi alla propaganda.

Tra questi, il dottor Patrizio Mercadante, direttore del Settore servizi per giovani e minori, che invece di lavorare nella sua sede, in via Porpora, dove dovrebbe svolgere i compiti per cui è pagato, passa le sue giornate in largo Treves a fare campagna elettorale per la Lista Riconoscenza. È ricomparsa in quegli uffici anche l’ineffabile Carmela Madaffari. Già potentissimo direttore centrale del settore Famiglia, arrivata a Milano dopo essere stata cacciata da un paio di Asl della natia Calabria, Madaffari dal 1 aprile è ufficialmente in pensione. Ma è tornata a convocare e dare ordini come fosse ancora in servizio. Nell’azione di propaganda pro-Moratti impiega dirigenti e funzionari, utilizza personale della sua ex segreteria, materiale, informazioni riservate, documenti interni dell’amministrazione, auto e autisti. Come fosse ancora il capo.

Uso privato di amministrazione pubblica
. Anche questo è la campagna elettorale a Milano.

Il Fatto Quotidiano, 5 maggio 2011