L’ultimo regalo al premier, Masi ha provato a farlo qualche giorno fa. Poco prima di chiudersi dietro le spalle la porta di viale Mazzini. Un’assunzione al Tg1 gradita a Berlusconi, con chiamata diretta. E il sindacato Usigrai non ci sta. “Temevamo un colpo di coda da un direttore generale come Masi, avevamo messo in guardia da rischi del genere – accusa il segretario Carlo Verna – Ma purtroppo non è bastato. Ci sarebbe infatti un’assunzione al Tg1 di una collaboratrice di Porta a porta”.

Un contratto per Cecilia Primerano. Sarebbe questo l’ultimo atto di Masi in Rai. La procedura di assunzione non è ancora conclusa, ma l’ex direttore generale ha posto le basi. Un premio alla giornalista che per Bruno Vespa segue il presidente del Consiglio. E’ lei che, nell’intervista andata in onda ieri, ha ricevuto la confidenza su Giulio Tremonti come possibile successore del Cavaliere. E che con la domanda “il Milan prenderà lo scudetto?”, ha raccolto il desiderio di Berlusconi di avere intitolato lo stadio di San Siro.

Dell’assunzione della Primerano al tg di Minzolini si è parlato anche in passato, ma a gran parte della redazione la cosa non è mai piaciuta: in Rai ci sono le graduatorie da rispettare. E al Tg1 ci sono giornalisti precari che attendono un’assunzione da tempo. Nelle graduatorie il nome della Primerano, che con Porta a porta ha un contratto di collaborazione, nemmeno compare. Così ora il comitato di redazione si oppone a quella che “sarebbe un’assunzione fuori da qualsiasi regola”. Il cdr è contrario “sia perché la scelta violerebbe qualsiasi accordo sui bacini di assunzione e rappresenterebbe un pericoloso precedente, sia perché la scarsa utilizzazione di colleghi viene spesso giustificata dal fatto che alcune redazioni sarebbero troppo numerose”. Quindi, sostiene il cdr, “se la notizia fosse vera, sarebbe inspiegabile e doppiamente grave”.

Per l’Usigrai quella di Masi è una decisione grave con cui si favorisce “la prescelta, unica fra decine di giornalisti che svolgono le stesse mansioni nelle reti”. L’assunzione, secondo il segretario Verna, non va solo contro le regole sul bacino dei precari, ma anche “contro la circolare sul blocco delle assunzioni fatta dallo stesso Masi”.

L’ex direttore generale, insomma, negli ultimi giorni in Rai ha smentito se stesso, pur di accontentare il Capo. Sul piede di guerra ci sono anche le redazioni dei tg regionali, spesso sotto organico, mentre ancora una volta si va a potenziare la testata nazionale. E il Coordinamento dei giornalisti precari della tv pubblica, che “stigmatizza e denuncia con forza le modalità di questa assunzione”. Un’operazione che rende ininfluente “l’anzianità di servizio nelle redazioni, cioè anni di precariato”. Per questo, chi in Rai non ha un contratto a tempo indeterminato lancia un appello al nuovo direttore generale, Lorenza Lei: “Intervenga per sanare quello che appare un intollerabile tentativo di violare le regole stabilite insieme”.