l'ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso

I pm di Perugia hanno richiesto il rinvio a giudizio per l’ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, tra i 19 indagati nell’inchiesta sugli appalti dei Grandi Eventi. Per  i magistrati esiste la ”prova incontrovertibile dell’asservimento della pubblica funzione” di Bertolaso, accusato di corruzione. “La scelta della procedura d’urgenza e di una determinata impresa per effetto della ricezione o della promessa di denaro o di altre utilità – scrivono i pm – integra la violazione di doveri d’ufficio, che impongono la disinteressata valutazione della situazione concreta”. Tra gli indagati per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio, ci sono anche l’ex provveditore alle opere pubbliche, Angelo Balducci, il suo successore Fabio De Santis, il funzionario Mauro Della Giovampaola, il costruttore Diego Anemone e undici società.

Bertolaso, sempre secondo l’accusa, oltre ad aver operato in modo illegittimo, consentiva ai funzionari sotto i suoi ordini di agire “affinché le imprese facenti capo a Diego Anemone (da sole o in Ati con altre facenti parte del medesimo gruppo) risultassero aggiudicatarie degli appalti”. Non solo, ma l’ex capo della Protezione Civile, scrivono i pm, permetteva anche “che il costo dell’appalto a carico della Pubblica Amministrazione aumentasse considerevolmente rispetto a quello del bando, al solo scopo di favorire stabilmente il privato imprenditore appaltatore”.

Sarà il gip a decidere infine sulla richiesta di patteggiamento – accettata dai pm – dell’ex procuratore aggiunto di Roma, Achille Toro, e del figlio Camillo, accusati di rivelazione di segreto di ufficio (per loro i pm hanno chiesto l’archiviazione dell’accusa di corruzione) e su quella dell’architetto Angelo Zampolini per il riciclaggio di denaro destinato all’acquisto di alcune abitazioni.