Certo a Bologna non è molto presente, visto che il tour lo impegna da circa un anno e mezzo in giro per la penisola, ma Lucio Dalla ha le idee chiare circa la città di Bologna e esorta i cittadini a darsi una “bella scossa”, perché la città delle Due Torri, torni ad essere una grande città.

Da queste nuove elezioni che il nuovo sindaco, nascerà una chance per un cambiamento? Alla domanda Dalla si lascia animare dalla più pura sincerità. “Sto poco a Bologna – dice intervenendo alla presentazione della programmazione del teatro del Navile – siamo in tour da un anno e mezzo, e non conosco nessuno di quelli che avranno la possibilità di diventare sindaco, quindi non posso dire niente”. Ed è per questo che il cantante bolognese gira l’invito ai concittadini. “La spinta – afferma difatti Dalla – deve venire dal basso, perché dall’alto viene poco. E non solo a Bologna”.

La base cittadina dovrà quindi risvegliarsi dal torpore dell’attesa, evitando qualsiasi genere di distrazione. “La città è distratta – prosegue – perché in effetti lo sono i suoi cittadini. Però la città (come la intendo io) deve dare comunque gli input e mettere a disposizione le strutture. Capisco che ci sono problemi seri e che chi controlla le regole ha doveri sociali; ma anche questo è un dovere sociale”.

E poi i ricordi della Bologna che fu. Il cantante ha, infatti, rievocato i tempi dei suoi quindici anni, quando suonava in una cavè di Via Rizzoli, dove vi si trovavano artisti come Chet Baker.

“C’era tutto un altro respiro”, mentre oggi la città sembra all’artista “un po’ immobilizzata, addormentata. Di chi è colpa non lo so, ma so chi deve trovare le soluzioni. Sono gli artisti. Ma se poi non si trovano le occasioni, gli artisti non hanno altra scelta che andarle a trovare altrove. Spero che artisti, cittadini, e chi li governa si diano una bella svegliata per fare tornare la città quella che era 20 anni fa. È stata una grande città e deve tornare ad esserlo”.