Quarto (Napoli) – Il caso faceva discutere prima e farà discutere di più adesso. Nella Quarto sconvolta dalla notizia dell’arresto per camorra di due candidati di centro destra, i Verdi di Angelo Bonelli sono alleati col Pdl per le elezioni amministrative. Circostanza tanto rara quanto curiosa. Che diventa un boomerang per un partito che ha messo la legalità ai primissimi posti della propria azione politica. Ieri sono finiti in manette un candidato della lista ‘Noi Sud’, Salvatore Camerlingo, cugino di un camorrista di spicco, e un candidato dei berlusconiani, Armando Chiaro, coordinatore cittadino del Pdl. Secondo le carte dell’inchiesta, Chiaro intratteneva rapporti stretti col capoclan Giuseppe Polverino e volava in Spagna per chiedergli il permesso di fare affari su una discarica. Il Pdl ha reagito nominato un ‘Garante per la Legalità’ a Quarto, il senatore Carlo Sarro, componente della commissione Antimafia. A lui il compito di salvare quel che resta della stalla coi buoi ormai scappati. In un’intervista al Corriere del Mezzogiorno Sarro ha giustificato così la presenza di due arrestati per camorra nelle liste di centrodestra: “So che anche i Verdi, i quali sono, come è noto, molto sensibili alla questione morale, tanto da farne continuamente argomento di campagna elettorale, sostengono il nostro candidato a sindaco di Quarto. Se qualcuno avesse sospettato qualcosa, avremmo agito tutti con largo anticipo”.

Nei giorni scorsi ha fatto discutere l’annunciata presenza del commissario campano dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, a un’iniziativa elettorale in sostegno del candidato sindaco di centrodestra di Quarto Massimo Carandente Giarrusso, insieme al senatore del Pdl Vincenzo Nespoli, per il quale pende un’ordinanza di arresto per bancarotta fraudolenta respinta dal Parlamento. Borrelli, Nespoli e Giarrusso comparivano sullo stesso manifesto, corredato dai simboli dei partiti dell’anomala alleanza. Ieri Borrelli ha commentato così la situazione: “I nuovi arresti di due candidati del Pdl alle comunali, accusati di pesanti legami con il clan Polverino, pongono un serio quesito: chi li ha proposti e come sono state fatte le candidature in quel partito? Ora si pone anche un problema di legittimità del voto, in una situazione apparentemente compromessa come questa soprattutto a Napoli dove sta succedendo l’impossibile nelle liste legate a Lettieri. Ad oggi – aggiunge Borrelli – ci sono giunte dai cittadini 107 situazioni di candidati discutibili che stiamo vagliando: oramai, tra parenti di boss, figli di arrestati, pregiudicati e addirittura neonazisti, stiamo parlando di oltre il 10% delle candidature inquinate nel Pdl con legami sconcertanti con la criminalità che sembra aver scelto unilateralmente i propri rappresentanti politici nel partito di Berlusconi”. Ci sarebbe però un’altra domanda: in attesa di scoprire chi ha deciso l’inserimento delle liste Pdl di Quarto di due persone arrestate per camorra, chi ha deciso qui l’alleanza tra i Verdi e il Pdl?