Il premier esce dal tribunale di Milano dopo l'udienza Mediatrade

Per Silvio Berlusconi un nuovo lunedì di udienze e l’ennesimo attacco ai giudici. Prima di entrare in aula, il presidente del Consiglio è tornato ad attaccare la magistratura. “E’ certamente qualche cosa che non va nella direzione giusta: avere una democrazia il cui responsabile di governo passa ore in tribunale mentre ci sono tutti questi accadimenti internazionali importanti che richiederebbero la mia presenza nel paese”, ha detto il premier.  “Questi fatti sono pure invenzioni e rappresentano l’ennesima dimostrazione di una volontà, quella della procura di Milano, che già per 24 volte mi ha portato a processo con delle accuse che gli stessi magistrati, che poi hanno fatto il giudizio, hanno dichiarato infondate. Ma sarebbe bastato che uno di questi colpi fosse andato a segno per eliminare dalla vita politica chi nella vita politica c’è perché il popolo lo ha scelto attraverso elezioni democratiche”.

E’ la seconda volta che il premier partecipa all’udienza preliminare sul caso Mediatrade in cui è imputato insieme ad altre undici persone, tra cui il figlio Pier Silvio e a Fedele Confalonieri, è imputato per appropriazione indebita e frode fiscale nell’ambito del procedimento Mediatrade.

L’udienza di oggi è dedicata agli interventi degli avvocati Nerio Diodà, Giorgio Perroni e Roberto Pisano difensori rispettivamente dell’allora manager del gruppo di Gabriella Ballabio, del banchiere di Arner Bank, Paolo Del Bue e di Frank Agrama il produttore e mediatore statunitense ritenuto “socio occulto” del premier. Secondo l’accusa, gli imputati si sarebbero appropriati indebitamente di circa 34 milioni di dollari grazie all’acquisto a “prezzi gonfiati” di diritti tv dalle major statunitensi con lo scopo di creare presunti fondi neri. Inoltre è stata contestata anche una frode fiscale per un valore di circa otto milioni di euro con effetti tributari fino a settembre 2009.

Durante l’udienza (aggiornata a questo pomeriggio alle 15) il premier Berlusconi ha voluto rendere dichiarazioni spontanee. Il premier ha preso la parola poco prima che venisse effettuata una pausa nel procedimento. Più che altro, sintetizza uno dei difensori del leader del Pdl, Niccolò Ghedini, “il premier ha rilasciato dichiarazioni sui meccanismi dei mercati internazionali in tema di diritti televisivi e ha spiegato il motivo per cui, per un certo periodo, si è fatto uso di intermediari”. Al termine dell’udienza, poi, Berlusconi si è intrattenuto per qualche minuto con i cronisti, con cui ha commentato semplicemente: “Bene, bene, tutto tranquillo”.

In mattinata, la zona del palazzo di Giustizia era stata presidiata da agenti in tenuta antisommossa piazzati lungo tutto il perimetro dell’edificio a controllo di ogni ingresso. Per motivi di sicurezza la procura generale ha di nuovo, come era capitato per l’udienza sul caso Ruby e il processo Mediaset, vietato l’accesso nel palazzo ai fotografi e alla tv. Anche l’ufficio gip dove si tiene l’udienza preliminare è sorvegliato dai carabinieri che hanno chiuso le porte per evitare che curiosi e giornalisti si avvicinino alla stanza dove si terrà l’udienza alla presenza di Berlusconi.

Fuori dal tribunale, ad accogliere il presidente poco più di quindici sostenitori. Come per la scorsa udienza, per il processo Ruby, sono state sistemate le transenne lungo tutta via Freguglia. I pochi manifestanti innalzano un paio di cartelli e hanno sistemato uno striscione su una transenna che recita “Silvio siamo con te”, firmato dai promotori della Libertà. E’ scomparso, intanto, anche il gazebo che era stato sistemato da oltre un mese su corso di Porta Vittoria, davanti all’entrata principale del palazzo di giustizia.

Le imponenti misure di sicurezza adottate, secondo Daniela Santanché, hanno generato una “limitazione di libertà assolutamente molto grave”. L’esponente del Governo ha lamentato l’impossibilità di accedere al tribunale. “Ci hanno riservato un trattamento che non ho parole per esprimere . E’ stata emessa un’ordinanza per motivi di sicurezza per la quale nessuno poteva accedere al corridoio antistante la stanza dove si trovava Berlusconi. Per andare in bagno sono stata accompagnata dalle Forze dell’ordine. E’ un fatto molto grave non far passare dei membri del Governo. E’ una limitazione di libertà assolutamente grave”.