Ieri stavo vedendo in streaming l’incontro, tenuto al Festival del Giornalismo di Perugia, su The new frontier, coinvolgere la community. Al dibattito partecipava anche Peter Gomez che tra le altre cose ha illustrato la “politica” del sito Ilfattoquotidiano.it e dei suoi blog. I blogger, ha spiegato Gomez, possono scrivere quello che vogliono e viene solo fatto un controllo su questioni molto gravi (di rilevanza penale, o razzismo, insulti o altro). Noi blogger d’altra parte non abbiamo alcun controllo sui commenti dei lettori, che sono liberi (fatti salvi i controlli di cui sopra) di scrivere quello che vogliono.

Io seguo la stessa politica anche per il blog che tengo su Le Scienze, e qua come di là non mancano le voci critiche di chi la pensa diversamente, che sono libere di esprimere (in modo si spera civile) la loro opinione. Questa libertà di interazione a due sensi è ciò che rende superiore, a mio parere, il web alla vecchia carta stampata, per non parlare della televisione.

Mentre ascoltavo i relatori del Festival del Giornalismo sbirciavo sul web le news relative agli Ogm. Su Ecoblog è apparso un articolo dal titolo Banane sterili salvate dagli Ogm? Ma che fine abbiamo fatto… L’articolo contiene una serie di stupidaggini e suggerisce tra le altre cose che gli scienziati abbiano “appositamente” reso sterili le banane per motivi commerciali, cosa priva di qualsiasi fondamento. Ora, le banane commestibili sono tutte senza semi, e lo sono da secoli “naturalmente”, senza che nessun cattivo scienziato abbia pensato a “sterilizzarle”. Irritato dal pressapochismo dell’articolo, visto che nella classifica di Blogbabel Ecoblog risulta il decimo blog italiano ed è quindi molto letto, scrivo questo commento (un po’ piccato lo ammetto):

Ma che cavolo dite? La banana “resa sterile” ? I semi “tolti” altrimenti non si vende? Ma guardate che SOLO le banane senza semi (cioè sterili) sono commestibili. DA SECOLI. Evitate di scrivere stupidaggini se non conoscete l’argomento. Delle banane ho parlato nel mio libro Pane e Bugie: procuratevene una copia se volete capire un po’ meglio l’argomento (qui trovate un estratto)

Il commento dopo pochi minuti viene cancellato. Lo rimetto. Cancellato ancora. Addirittura mi viene rifiutato ogni commento a mio nome, senza nessuna spiegazione. Lo rimetto chiamandomi  “Dario Censurato”: riesco a reinserirlo. Oggi viene di nuovo cancellato. Potrei rimetterlo, magari saltando anche il controllo dell’Ip usando qualche trucco, ma vedo però che altri lettori hanno messo commenti di critica all’articolo che ora non risulta (almeno a me) più commentabile.

Ironia della sorte, anche un commento di un altro lettore che si lamentava di come Ecoblog cancellasse i commenti dei lettori viene cancellato.

L’episodio in se è una piccola cosa ma deve far riflettere: in molti siti web, forum e blog, anche famosi, se qualcuno scrive delle cose che non sono “allineate” si rischia di venire censurati o addirittura bannati. Più volte ad esempio sul blog di Beppe Grillo ho avuto modo di vedere la censura in azione se i messaggi sono di critica all’articolo (nel mio caso, ancora sugli Ogm, facevo notare che alcune cose che aveva scritto Grillo erano delle fesserie, ma altri lettori mi hanno riferito di esperienze censorie analoghe su altri argomenti, persino sulla famosa e famigerata Biowashball).

E’ sicuramente una politica editoriale legittima: si può sostenere che ognuno in casa sua fa quello che vuole. Ma ha senso una cosa del genere all’epoca del web 2.0? Si viene immediatamente sgamati, e se scrivi fesserie qualcuno sicuramente te lo farà notare, da qualche parte. E’ il web, bellezza! Si farebbe una figura migliore a dire: “Scusate, abbiamo scritto una cavolata, ora correggiamo”.

Ma questo in tanti sul web non lo hanno ancora capito.