“E’ un grande risultato alla lotta al male, per gli Stati Uniti ma anche per tutte le democrazie”. Così, Silvio Berlusconi, arrivando al tribunale di Milano dove è atteso all’udienza preliminare per il caso Mediatrade, ha commentato l’uccisione di Osama bin Laden. “Credo che tutte le democrazie dovranno continuare a collaborare come hanno fatto, erano quasi dieci anni che tutto il mondo attendeva questa notizia”. Questo pomeriggio a Roma si riunirà il comitato antiterrorismo.

“E’ un atto simbolico che vuole in qualche modo fare giustizia e soprattutto far comprendere che la lotta al terrorismo non è inutile”, ha detto Ignazio La Russa, ministro della Difesa. “Non che ora manchino altri capiterroristi, ma quella di bin Laden era una figura in qualche modo mitizzata e la sua uccisione potrebbe costituire un forte contraccolpo per il terrorismo. Almeno è questo che ci auguriamo”, ha aggiunto La Russa.  

Mentre il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, avverte: “L’Interpol ha dichiarato che con l’uccisione di bin Laden sale il rischio terrorismo e io condivido questa preoccupazione”. Maroni ha evidenziato come “secondo gli analisti c’è il rischio di una reazione immediata, anche perchè di recente bin Laden era sempre meno influente”. Il titolare del dicastero dell’Interno, tiene anche a precisare che esistono oggi diverse forme di organizzazioni terroristiche che superano la struttura così come era gestita da bin Laden, ovvero quelle in “franchising”, dunque “cellule che si ispirano ad Al Qaeda ma sono autonome, come abbiamo visto nel caso del Maghreb. Esistono poi forme di terrorismo ‘fai-da-te”. Insomma, l’uccisione di bin Laden è senz’altro, per il ministro “una buona notizia, l’attenzione però non cala, stiamo predisponendo le misure per aumentare i controlli”.

L’uccisione di bin Laden “può determinare qualche cambiamento” nella partecipazione italiana alle missioni all’estero, “ma non credo che saranno cambiamenti unilaterali”. Così il ministro della difesa Ignazio La Russa ricordando che l’Italia “finora non ha mai preso una decisione al di fuori degli organismi internazionali che ci hanno determinato a partecipare alle missioni”. Secondo il ministro della Difesa, dopo l’uccisione del leader di Al Qaida “potrà benissimo anche configurarsi un nuovo rapporto all’interno della coalizione nella lotta al terrorismo, non fosse altro per l’entusiasmo che ne può derivare e dall’altro lato per la mancanza di un uomo guida come è stato bin Laden”.

Ma alla domanda se ci sarà un qualche disimpegno italiano La Russa ha assicurato di no e che ogni decisione verrà presa insieme agli alleati. “L’Italia – ha spiegato il ministro – è fedele a un concetto nelle missioni internazionali: ‘insieme dentro, insieme fuori”. Finora non abbiamo mai preso una decisione al di fuori degli organismi internazionali”. L’uccisione di bin Laden, ha aggiunto La Russa, “può determinare qualche cambiamento, ma non credo che saranno cambiamenti unilaterali”.

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha annunciato che “l’obiettivo” adesso è quello “di catturare il Mullah Omar”. Obiettivo, ha detto, che “non è mai venuto meno da parte della coalizione internazionale che combatte il terrorismo. Anche per lui, ovviamente, bisogna trovare il luogo segretissimo in cui si rifugia. Credo che quando si apre una breccia, ci possa essere poi una maggiore collaborazione dal terreno che può aiutare ad avvicinarsi all’obiettivo”. Del resto, ha aggiunto, “tutti sapevano che la zona dove è stato ucciso bin Laden era off limits, nessuno diceva perché ma molti sul terreno conoscevano il motivo e cioè, che quella era l’area dove il capo terrorista si rifugiava. Gli americani sono stati bravissimi ad arrivarci”. Riferendosi poi alla collaborazione offerta dal governo pachistano per individuare bin Laden, Frattini ha detto che “è un grande segnale politico. E’ evidente che nel territorio pachistano ci sono molte forze che supportano sul terreno i gruppi terroristici e il fatto che il Governo con i suoi potenti servizi abbia dato il contributo all’operazione, ridà credito al Pakistan sulla scena della lotta al terrorismo”.

Il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, ha sottolineato come “il livello di guardia è elevato, continua senza sosta il monitoraggio e lo sforzo del sistema sicurezza. C’è una tutela della gran parte delle ambasciate e dei luoghi simbolici e un grande lavoro di intelligence per arrivare prima” di una possibile reazione terroristica all’uccisione di Osama bin Laden. “La fonte principale dei timori -spiega il sottosegretario- è l’iniziativa personale: il singolo che si abbevera di odio antioccidentale dalle frequentazioni di siti internet o di retrobottega di qualche moschea, potrebbe indossare i panni del vendicatore e improvvisare un’iniziativa che non è il frutto di una lunga organizzazione, come è stato l’attentato alle Torri Gemelle ma il frutto di una sorta di esercizio da piccolo chimico”. Secondo Mantovano “il rischio è più da caserma Santa Barbara bis, ciò che è successo nell’autunno 2009 a Milano più che scenario da 11 settembre”.