Truffe, furti, violenza privata e minacce a colleghi: Te la faccio pagare me la prendo con tua moglie e i tuoi figli, vi faccio fuori tutti”. Vito De Pace, avvocato calabrese iscritto all’ordine di Catanzaro, ma con lo studio a Bologna, è stato rinviato a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare Andrea Santucci. L’accusa è di truffa, millantato credito, furto, ricettazione, appropriazione indebita, minacce e violenza privata.

Il legale, 37 anni, lo scorso anno venne arrestato e trascorse alcuni giorni in carcere per poi passare agli arresti domiciliari a Bologna. Oggi ha l’obbligo di dimora a Soverato, in Calabria.

Sono numerosi i casi che lo riguardano. L’uomo, “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso” – come si legge nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dal procuratore aggiunto Valter Giovannini – si sarebbe fatto consegnare “480 euro per il pagamento di una visita medica, 235 euro per un abbonamento annuale Atc”, senza però mai pagare la visita né comperare l’abbonamento. O ancora nel 2009, “dopo essersi impossessato con destrezza della carta prepagata” della stessa cliente, la utilizzava effettuando prelievi abusivi di 250 e 130 euro. In un altro caso, invece, nella primavera-estate del 2009 si fece consegnare circa 80 mila euro da una coppia di coniugi, per lavori di ristrutturazione nella loro casa, che voleva prendere in locazione per trasferire il proprio studio legale, senza però mai completarli.

Nel novembre 2008, invece, ricevette un assegno bancario provenuto da un furto, “titolo che compilava e consegnava (…) con la consapevolezza della provenienza delittuosa del titolo di credito”.

Ma oltre a truffe e raggiri, si parla anche di minacce. Nel luglio del 2009 infatti, dopo aver acquistato un quadro con assegno, si rivolse al beneficiario che non riusciva ad incassarlo, dicendo: “..io sono calabrese e in Calabria c’è la ‘ndrangheta, là le questioni si risolvono a coltellate e pistolettate…stai attento perché io so delle cose che tu hai contro di me…stai attento…qui adesso c’è gente…è giorno…ma quando ti trovo solo…”.

Un atteggiamento simile lo ebbe, poi, rivolgendosi ad un altro avvocato, il quale assisteva una persona truffata per 100 mila euro sempre da De Pace. Quest’ultimo andò sotto casa del collega accompagnato da due altri uomini, dicendogli che avrebbero trovato il figlio e che gliela avrebbero fatta pagare. Ribadendo in una telefonata successiva: “Te la faccio pagare me la prendo con tua moglie e i tuoi figli, vi faccio fuori tutti, hai finito di andare al campetto a giocare a calcio con tuo figlio”, e ripresentandosi nuovamente la sera sotto casa.

Ci sono poi altri casi che vedono protagonista De Pace. Il suo legale, l’avvocato Matteo Murgo, avrebbe comunque annunciato in udienza che le sette parti offese verrano risarcite. Il processo è fissato il prossimo 24 ottobre, davanti alla prima sezione del Tribunale. In aggiunta ai capi di imputazione il pubblico ministero Enrico Cieri ha inoltre contestato in udienza l’aggravante di aver commesso i fatti abusando della qualifica professionale di avvocato.