Per un curioso scherzo del destino lo scrittore e attore Peppe Lanzetta, che è stato tra i primi a fare endorsement per l’Idv Luigi De Magistris, recita un video appello dove spiega la sua stima verso l’ex pm, e partecipa a iniziative per promuoverne la candidatura a sindaco di Napoli, si ritrova candidato in Sel, partito che appoggia il Pd Mario Marcone. Lanzetta è in lista per una municipalità, non per il consiglio comunale, ed in quasi tutte le municipalità Idv, Pd e Sel corrono affiancati. Ma non a Scampia, dove Sel e Idv sono separati, e dove Lanzetta è il numero uno della lista dei vendoliani. Il demonio, si sa, si annida nei dettagli. Ora l’artista, famoso e apprezzato a Napoli anche per il suo impegno nel sociale, parla di “candidatura inconsapevole, strappata poche ore prima della chiusura delle liste sul presupposto, fasullo, che Sel e Idv erano alleate anche in quella municipalità”. E annuncia il suo disimpegno elettorale per Sel. “Non faccio campagna, se verrò eletto valuterò le dimissioni. Mentre continuerò a dare una mano a De Magistris. Che altro dire? Io conosco Nichi Vendola dai tempi in cui entrambi eravamo ospiti da Maurizio Costanzo, lo stimo, ma…’.

Ma se avesse la possibilità di dirgli qualcosa sulla vicenda napoletana, cosa gli direbbe?
“Gli suggerirei di rifondare il suo organico partenopeo. Questa frantumazione locale non serve a niente. Ho visto amici di Rifondazioni andarsene, ho visto molte divisioni, quelli che sono rimasti non mi sembrano il meglio del meglio. Anche loro, però, potrebbero dire di me lo stesso… (sorride)”.

Ci spiega prima cosa è successo?
“Stavo girando un documentario a Piscinola quando poche ore prima della chiusura delle liste mi telefona un dirigente napoletano di Sel e mi propone la candidatura per la municipalità di Scampia”.

Ma questo dirigente di Sel era a conoscenza del suo sostegno dichiarato a De Magistris?
“Certo”.

Allora ci spieghi come l’ha convinta.
“Mi ha rivelato che Vendola mi voleva capolista alle comunali, che se avessero avuto qualche ora in più avrebbero riscritto la lista… Poi siccome era impossibile, Vendola avrebbe avuto l’idea di candidarmi per la municipalità di Scampia, un quartiere simbolico dove da anni provo a fare qualcosa di buono. Buttata così, la cosa non mi è piaciuta tanto. Però se non avessi accettato, sarei sembrato uno snob”.

Ma quando lei ha ricordato che la sua candidatura in Sel poteva sembrare contraddittoria rispetto al suo sostegno dichiarato a De Magistris, il vendoliano napoletano che le ha risposto?
“Mi ha detto che non c’era problema, che in nottata ci sarebbe stato l’accordo Sel-Idv per la municipalità”.

Così?
“Testuale. Detto questo, io sono un artista, non ci capisco un cacchio di politica e di accordi. Posso subire il fascino di un politico se è una persona per bene, ma non mi interessano le manfrine di bassa lega”.

Insomma, c’è cascato.
“Secondo lei è possibile che uno ci metta la sua faccia all’ultimo momento in questo modo? Mi è caduto il cuore”.

Ed ora come vive la sua condizione di vendoliano pro-De Magistris?
“Non posso ritirare la candidatura. L’unica cosa che posso fare è rinunciare alla campagna elettorale”.

E se De Magistris dovesse coinvolgerla in qualche altra iniziativa in suo sostegno?
“Ci vado, è ovvio”.

Le ragioni di questa scelta?
“De Magistris mi piace da tempi non sospetti. Da quando faceva il pm e difendeva la brava e buona Clementina Forleo. Ero spettatore delle trasmissioni dove lo invitavano. Guardandolo negli occhi ne intuii la bontà. Mi piace quello che ha fatto in passato come magistrato e quello che sta facendo adesso per la mia città. Non credo in Morcone, non credo alla destra, credo in De Magistris. Detto questo, da buon anarchico sono un po’ nauseato da tutto il mondo politico”.