Il trionfo di Berlusconi nell’incontro a Roma con Sarkozy.

L’Italia, su invito di Obama e con la pronta approvazione del presidente Napolitano, parteciperà ai bombardamenti sulla Libia, a lungo negati, in ossequio al patto di amicizia firmato tempo fa con Gheddafi e approvato dalla quasi totalità del Parlamento (esclusi Idv e qualche sparuto ed encomiabile Pd).

Sull’immigrazione vince la linea francese, con richiesta di rivedere l’accordo di Schengen, frontiere chiuse in casi eccezionali e rifiuto di ridistribuzione degli immigrati su scala europea.

L’Opa totalitaria della Lactalis sulla Parmalat non è ostile e invece della sbandierata cordata italiana avremo una partecipazione di minoranza.

Il Cavour della Brianza

Italia-Francia. Silvio Berlusconi
vorrebbe dar battaglia a Sarkozy,
ma in conclusion, calandosi i calzoni,
è tutto un cinguettar: “Mais oui, mais oui!

Quando partì il francese come un turbo
attaccando Gheddafi, il Cavaliere
si defilò: “Muammar? Non lo disturbo…
Bombardare una amico? Per piacere…

ed ora lo bombarda bellamente.
Durante l’invasione tunisina
s’incazzò col francese presidente
che chiuse la frontiera una mattina,

per rispondere al trucco di Maroni.
Ora dice alla stampa e alle tivù
che aveva Sarkozy le sue ragioni,
poiché ne accoglie cinque volte in più.

La Francia Parmalat vuol conquistare?
Facciamo una cordata all’italiana,
a casa sua ciascuno deve stare…”.
Ma la nostra cordata non ha grana

e quando dalla Francia l’Opa arriva
Silvio dice: “Quest’Opa non è ostile,
benvengano i francesi…Evviva, evviva!”,
mentre Tremonti schiatta per la bile.

Che dire del premier? E’ una macchietta,
dà pacche sulle spalle, fa cucù,
racconta qualche zozza barzelletta,
ma quando, discutendo a tu per tu,

di politica affronta i seri temi
con Cameron, Obama e Sarkozy,
come il più servo dei suoi servi scemi,
fa il leccaculo e dice sempre sì.