La telefonata più dura arriva intorno alle 16.30 quando Roberto da Castelletto Ticino chiede: “Ma è vero che Berlusconi si è comprato la Lega? L’ho letto su di un libro”.

Click. Viene interrotta la linea su Radio Padania Libera mentre il conduttore della trasmissione inizia un monologo sostenendo, al contrario, l’esistenza di un atto notarile con il quale Umberto Bossi avrebbe addirittura comprato Mediaset.

In realtà il tema della giornata era un altro, le bombe sulla Libia ovviamente. Il problema potrebbe essere riassunto nella frase di un militante leghista che in diretta radio afferma: “Il nanetto ha calato le braghe con la Francia”.

Cosa ne pensa il popolo padano? A poco sono serviti gli interventi di due capi leghisti, chiamati per stemperare i toni, ma che forse con le loro parole sono riusciti a fare anche danni peggiori.

Inizia il sottosegretario Roberto Castelli che risponde sghignazzando a chi gli chiedeva che fine avrebbe fatto il trattato con la Libia in caso di attacco armato: “Ma voi l’avete letto quell’accordo? Ecco, io l’ho letto e forse è meglio lasciar perdere”.

Apriti cielo. Un ascoltatore che si qualifica come Francesco irrompe: “Sono sbalordito dalle parole di Castelli. Cosa significa? Che il trattato con la Libia è una barzelletta? Oppure che abbiamo dato tutto a Gheddafi?”. Francesco, come previsto, non riceve alcuna risposta. Così come del resto Marco da Melzo che riprendendo le parole del ministro Ignazio La Russa riguardo alle “bombe intelligenti” attacca: “Esistono uomini stupidi ma con bombe intelligenti”.

Per Anna da Pavia invece la soluzione per risolvere il problema dei profughi c’era già: “L’Europa doveva fare una barriera di navi nel Mediterraneo per impedire l’invasione”. Marisa da Venezia, sull’attuale posizione della Lega Nord che si dice contraria alla guerra in Libia, pensa che alla fine si dovrà ingoiare l’amaro boccone: “Abbiamo firmato un contratto per il federalismo e dobbiamo fare patti anche con il diavolo. Che per noi è Berlusconi”.

Alle 17.30 parla Stefano Stefani presidente della commissione Affari esteri che si dice allarmato per un nuovo rinvio del Consiglio dei ministri inizialmente previsto per domani. Poi se la prende con il ministro degli Affari esteri Franco Frattini per l’atteggiamento di ospitalità avuto con i leader dell’opposizione libica Jalil dicendo: “Ma chi è questo qui? Chi lo ha eletto? È pur sempre solo un capo tribù e appoggiarlo significa avere un dittatore e mezzo invece che uno solo (Gheddafi)”.

Il popolo padano è incavolato e non poco con l’alleato Silvio Berlusconi che Bossi comunque non può certo mollare a poche settimane dalle elezioni amministrative e con gli accordi (Milano a parte) ormai fatti. Ernesto inizia: “Basta, non ne possiamo più di questo qua. Lo dobbiamo mandare a casa. Lui e i suoi bunga bunga”.

Si è finito con gli insulti anche ieri da Radio Padania Libera che in mattinata aveva invece mandato in onda un intervento pacifista del vicario apostolico di Tripoli, monsignor Giovanni Innocenzo Martinelli, che invitava i politici a “rinsavire”. Per il presule manca chiarezza sulla vicenda libica in cui gli interessi dei poteri forti vengono prima delle ragioni umane.

Il Fatto Quotidiano, 28 aprile 2011