E’ un premier sotto assedio quello che alle 18 è salito al Quirinale. Con i rapporti da rinsaldare con Tremonti, sotto attacco da settimane da parte de Il Giornale, e con la Lega contraria alle scelte sulla Libia e il voto in aula previsto per mercoledì 3 maggio che lascia chiaramente intravedere il rischio di perdere la maggioranza, Silvio Berlusconi va da Giorgio Napolitano in cerca di una sponda per superare l’empasse governativa. E la trova. Visto che sulla Libia il Presidente della Repubblica ha preso atto della posizione del governo “richiamandosi alle posizioni espresse nel suo intervento pubblico del 26 aprile, in coerenza con gli indirizzi dell’ultima riunione del Consiglio Supremo di Difesa”, si legge in una nota del Quirinale. Il riferimento è alle parole di Napolitano che aveva definito i nuovi impegni militari dell’Italia uno sviluppo naturale della scelta compiuta dall’Italia a metà marzo, secondo la linea fissata nel consiglio supremo di difesa e confortata da un ampio consenso in Parlamento.

Sul tavolo del Colle anche la questione del rimpastino. Oggi il premier ha annunciato a Napolitano la nomina di nuovi sottosegretari. Nel giorno in cui dai Responsabili, che aspettano di entrare nell’esecutivo e da settimane scalpitano, è arrivato un messaggio distensivo: un passo indietro, con la garanzia di una “leale azione per assicurare stabilità e rafforzare il governo Berlusconi” e nessuna priorità alla “definizione degli assetti di governo”. Non solo, i Responsabili hanno anche chiesto ai gruppi di Pdl e Lega un incontro per redigere una mozione comune della maggioranza sulla crisi libica. Lo ha detto il capogruppo, Luciano Sardelli, al termine di un incontro durato circa 20 minuti con Silvio Berlusconi, a Palazzo Grazioli. “Abbiamo chiesto un incontro a Pdl e Lega – ha detto Sardelli – per cercare una posizione condivisa sulla Libia. Lavoreremo affinché si trovi”. Del resto il rimpastino ormai è previsto e non rivedibile. L’operazione riguarderà solo ed esclusivamente i Responsabili. Per le aspirazioni interne al Pdl e alla Lega, infatti, bisognerà attendere un secondo momento, cioè quando il governo presenterà il ddl di modifica dei limiti imposti dalla legge Bassanini.

La visita di Berlusconi al Quirinale è stata preceduta dalle polemiche sulla Libia. Umberto Bossi ha espresso tutta la sua contrarietà al via libera ai bombardamenti, posizione ribadita anche oggi da due ministri del Carroccio, Roberto Calderoli e Roberto Maroni. Berlusconi è stato costretto a metà pomeriggio a intervenire con una nota ufficiale ribadendo fiducia a Tremonti e garantendo l’impegno di trovare l’accordo con la Lega. Il voto del 3 maggio però preoccupa per il premier.

Prima dell’incontro, il presidente della Repubblica ha sondato per telefono alcuni esponenti delle opposizioni, auspicando che il 3 maggio, quando si voteranno le mozioni sulla Libia, il Parlamento dia prova di responsabilità e trasmetta all’estero l’immagine di un paese unito nel sostegno della missione internazionale. Napolitano avrebbe espresso anche all’opposizione la sua preoccupazione per le divisioni dentro la maggioranza sulla politica estera.

Del resto per il Capo dello Stato, come da lui detto nei giorni scorsi, non sarebbe stato necessario un voto dell’Aula per autorizzare i raid in Libia. Ma, di fronte alla decisione delle opposizioni e la probabile mozione che anche la maggioranza potrebbe a questo punto presentare, Napolitano avrebbe chiesto di mettere in primo piano l’interesse generale del paese rispetto alla battaglia politico-elettorale, evidenziando la possibilità di una convergenza al momento del voto delle mozioni di maggioranza e di opposizione che, fatta eccezione per quella della Idv, sostengono la decisione del governo sui bombardamenti.

Nonostante le difficoltà e i fronti politici aperti sul tavolo, il Cavaliere è riuscito comunque a intervenire alla cerimonia di consegna dell’onorificienza di Cavaliere dell’ordine di Orange-Nassau a Clarence Seedorf, centrocampista del Milan. E durante la cerimonia Berlusconi ha dato vita a un botta e risposta scherzoso con il calciatore. Un giornalista ha chiesto a Seedorf fino a quanti anni intende continuare a giocare e, il premier, subito risponde: “Fino a 52 anni e farà l’allenatore”. Poi lascia la parola a Seedorf che assicura: “Non mi pongo nessun limite”. E Berlusconi è d’accordo: “Fai bene, bravo”. Nel calcio, ma anche nella politica, ha detto il premier, “non c’è mai nulla di inarrivabile. Chi osa arriva ovunque. Bisogna volare alto e si conquistano i traguardi migliori”. I giornalisti chiedono allora al premier se vale così anche per la politica e lui replica: “E’ la stessa cosa in tutte le attività umane. Bisogna saper sognare cose difficili”.