Ci sono molti modi per festeggiare il 150esimo dell’Unità d’Italia. Lo scrittore Enrico Brizzi ha scelto il più difficile: una lunga marcia a piedi dalla Vetta d’Italia a Capo Passero per scoprire cosa ne è del nostro paese a 150 anni dalla nascita. Non è il primo “viaggio psicoatletico” di Brizzi che aveva già percorso a piedi altri itinerari della mente come la via Francigena o la linea Gotica. Stavolta però il viaggio non finirà solo sulla pagina scritta (“Gli Psicoatleti”, in uscita a maggio per Dalai Editore) perché ad accompagnare Brizzi c’erano anche le telecamere. Ne è venuto fuori un film che mostra un’Italia insolita, fatta di paesaggi e persone che incontri solo fuori dalle strade principali. Dopo avere raccontato l’Italia televisiva mainstream con la pagina scritta, dopo aver descritto ne “La vita quotidiana in Italia ai tempi del Silvio” il paese che vive all’ombra del piccolo schermo, Brizzi si è disintossicato immergendosi nel paese reale e periferico con telecamera al seguito. Per mostrare i percorsi alternativi della mente, lo scrittore con la sua squadra di “psicoatleti”, e con la coautrice del documentario Serena Tommasini Degna, che ha curato anche la regia, si è inerpicato sulle Alpi e gli Appennini tra volpi e cani randagi. Il film si chiama “Italica 150” ed è un’esperienza di viaggio e di vita tra paesaggi e persone che puoi incontrare solo quando abbandoni le strade principali, con le gambe e con la testa. Il film sarà presentato il 7 maggio al Trento Film Festival e il 12 maggio a Milano allo Spazio Oberdan. Questa che vi mostriamo è un’anteprima del racconto in presa diretta di questo viaggio di 2191 chilometri. Un’impresa che – come si legge sulla presentazione del sito internet www.italica150.org, – è anche “Un tentativo di regalare parte di questa esperienza a chi non ha mai voluto dare fiducia alle proprie gambe e ai propri occhi”.

Di Marco Lillo