Prendete una pista ciclabile di mezzo chilometro circa.

Mettetela in un paesino incantevole alle porte di Milano, salito agli onori della cronaca un paio di anni fa grazie alle scelte lungimiranti di un’amministrazione comunale virtuosa, che invece di cementificare il territorio e trasformare la comunità in un dormitorio per i pendolari metropolitani ne ha preservato l’integrità, dicendo stop al consumo di suolo.

Considerate un giorno importante per la nostra trasandata nazionale, il 25 aprile.

Ripetete a memoria i primi 12 articoli della nostra carta costituzionale, dove sono impressi i principi e valori di riferimento di un popolo, di una nazione, oggi più che mai viva, attuale, necessaria.

Mescolate tutto insieme immaginando un giorno di festa e di sole: mamme con bambini, biciclette a scavalcare automobili, partigiani e gonfaloni, accompagnati dal suono dolce e melodioso di una banda.

Tutto questo è la pista ciclabile inaugurata a Cassinetta di Lugagnano (MI) in occasione della Festa della Liberazione.

La cosa entusiasmante, proprio oggi e proprio qui, è la scelta di “piantare” la costituzione nel terreno, con i suoi primi dodici articoli che accompagneranno il percorso di chi la sceglierà, come strada di passaggio nei percorsi quotidiani.

Oggi che la Costituzione è costantemente sotto attacco, denigrata e umiliata nelle tante scelte assurde che la snaturano, ignorano, deridono.

Oggi che è evidente a tutti quanto scelte di buonsenso e di sostenibilità ambientale non sono più il vezzo di un qualche estremista amministratore, ma il paradigma necessario con cui declinare ogni decisione per il nostro futuro, noi che un futuro ce lo immaginiamo a misura di bambino, senza inceneritori, centrali nucleari, cemento, tir e capannoni…

Una scelta sostenibile, una pista di pace per i cittadini di una comunità di duemila abitanti.

Che bello sarebbe se tanti sindaci chiamassero Domenico Finiguerra e i comuni virtuosi chiedendo lumi per replicare l’idea nel proprio territorio.

Che primavera di libertà se mille sindaci d’Italia piantassero la Costituzione in altrettante piste ciclabili sparse qua e là come fiori di campo nel vasto campo di un Paese che sempre più in fretta ci dobbiamo mettere in testa di liberare. Di nuovo!

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