Dove sarà oggi il presidente del Consiglio “partigiano”?
La notizia è stata comprensibilmente tenuta nascosta per evitare intasamenti ed ingorghi stradali, ma noi siamo riusciti ad avere la soffiata giusta e siamo in grado di darvi l’anticipazione tanto attesa.
Il presidente, in completa tenuta tricolore, accompagnato dal ministro Giovanardi sarà davanti alla sede milanese dell’Ikea per protestare contro il gigante svedese che ha osato inserire tra le famiglie possibili anche quelle composte da omosessuali.
Nell’occasione sarà convocato anche l’ambasciatore svedese per notificargli l’espulsione dell’Ikea dal suolo nazionale. Il presidente, inoltre, ha disposto che al posto di quel manifesto blasfemo sia collocata una gigantografia sua con le amiche di Arcore, così tanto per far capire quale sia il tipo di famiglia previsto nella Costituzione di Giovanardi.

Saranno lì per combattere i nemici della Costituzione, per giurare solennemente che la carta non sarà mai oltraggiata, che “quelli che la vogliono fare a pezzi” saranno espulsi dal partito, subito dopo si recheranno a Palazzo di giustizia a Milano per deporre una corona davanti alle lapidi dei magistrati che furono sterminati dai terroristi, anzi dai brigatisti, con loro ci sarà il signor Lassini che si scuserà pubblicamente e annuncerà le sue irrevocabili dimissioni da tutto, anche dal condominio.

A tutti costoro e a tutti quelli che: “Ma a cosa serve questa festa della liberazione? Perchè non ricordiamo insieme i partigiani e i ragazzi di Salò? Perchè non cambiamo l’articolo 1 della Costituzione?…”, ci permettiamo di dedicare uno splendido brano scritto da Piero Calamandrei e che ci fa capire perchè abiamo fatto e faremo ancora meglio a tenerci strette queste feste davvero “civili”.

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.

Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.

Ma soltanto col silenzio del torturati
più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.

Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA