La ‘grana Libia” rischia di rovinarei piani di Silvio Berlusconi. La maggiore “flessibilità operativa” concessa gli aerei, avvallata dal premier in accordo con i ministri Ignazio La Russa e Franco Frattini, provoca la reazione della Lega Nord, contraria a “qualsiasi ulteriore intervento rispetto a quello che già abbiamo reso disponibile e fatto”. Il Cavaliere, dopo il riposo nel ‘buen retirò di Porto Rotondo, era pronto a buttarsi nella zuffa in vista del voto di metà maggio. Per questo aveva pianificato con cura il delicatissimo vertice italo-francese con Nicolas Sarkozy e il “rimpastino” di governo con la nomina dei sottosegretari dei Responsabili. Ora dovrà fare i conti con il malumore leghista sull’intervento militare in Nord Africa.

Con i Responsabili, invece, la partita sembra quasi chiusa. Mercoledì o al massimo venerdì dovrebbe divenire ufficiale la loro partecipazione nell’esecutivo con le nomine dei sottosegretari. Si tratta, però, soltanto di un ingresso parziale. Probabile che le richieste di Iniziativa Responsabile siano accolte in due tranche: una prima parte nel corso del Cdm di questa settimana con nove nomine; una seconda e più corposa tranche è rinviata a dopo l’approvazione del disegno di legge promesso da Berlusconi per aumentare il numero dei sottosegretari. Al momento il dossier “sottosegretari” con nomi e numeri è in mano a Denis Verdini. Il coordinatore del Pdl incontrerà martedì i “responsabili” per sancire definitivamente l’accordo e pianificare il tragitto. Intanto il capogruppo dei Responsabili, Luciano Sardelli, avvisa: “E’ una settimana decisiva per il governo, non per noi – dice – Con la nomina di sottosegretari del Sud ci sarà un riequilibrio nell’esecutivo, visto che il Nord mi sembra già ben rappresentato”.

Riequilibrio che, secondo Sardelli, “sarebbe necessario anche nelle società partecipate dal Tesoro”. Lontano dalle polemiche sui festeggiamenti del 25 aprile e dai veleni interni al Pdl, il Cavaliere ha messo a punto la tabella di marcia che nei suoi piani dovrebbe condurre il centrodestra a centrare la vittoria alle comunali di Milano e Napoli. Una partita che assume sempre più un significato politico nazionale. Per questo le divisioni interne al partito vanno assolutamente evitate. Certamente, Berlusconi ha letto l’intervista del ministro Roberto Calderoli alla Padania con la presentazione del Piano Tremonti per rilanciare l’economia del Paese. E proprio Calderoli è intervenuto nuovamente spiegando i termini del progetto ed annunciando l’intenzione di “presentarlo nel Consiglio dei ministri della prima settimana di maggio”. Da Calderoli però arriva anche la rassicurazione sulla modalità ‘non ortodossà di presentazione del piano: “Il premier è assolutamente sempre aggiornato – spiega – Lui e Tremonti si sono visti anche recentemente e non dubito che abbiano parlato” del progetto. D’altronde, anche il ministro Saverio Romano conferma che in questi giorni “Berlusconi e Tremonti si sono sentiti spesso per preparare il vertice con Sarkozy”. Insomma, come assicurano fonti di governo, “non c’è alcun caso Tremonti”. E’ certo che il ministro dell’Economia gode dell’appoggio della Lega Nord e che i ‘lumbard’già tesi per le azioni di ‘harakiri’ interne al Pdl a Milano non abbiano gradito il colpo di mano sulla Libia.