Fischi, cori di opposizione estriscioni con le scritte “Vignali, dare spazio ai fascisti è connivenza contro la Resistenza” e “Sindaco, per festeggiare la Resistenza ci vuole coerenza”. La manifestazione per il 25 aprile di Parma è stata interessata dalla contestazione di alcuni gruppi anarchici e di estrema sinistra verso il sindaco della città emiliana, Pietro Vignali.

Alla base della protesta l’ospitalità concessa pochi giorni fa dal Comune di Parma all’associazione neofascista Casa Pound. Il gruppo neofascista, che ha anche una sede a Parma, aveva organizzato la presentazione di una pubblicazione sul proprio movimento e, dopo avere cancellato l’evento in una libreria per ragioni di sicurezza, si era rivolto al Comune ottenendo una sala dall’amministrazione municipale. La decisione della Giunta Vignali era stata già contestata in Consiglio comunale dalle opposizioni e da alcune associazioni antifasciste della città (le stesse che da tempo si battono per la chiusura della sede parmigiana di Casa Pound). L’Amministrazione comunale, tramite il suo ufficio stampa, aveva risposto che il sindaco non ha ‘autorizzato ufficialmentè nulla, l’Amministrazione “ha invece concesso in affitto l’utilizzo di una sala circoscrizionale (che come tutte le altre sale circoscrizionali è a disposizione dei cittadini e delle associazioni legalmente riconosciute che ne fanno richiesta). Se non l’avesse fatto, avrebbe violato il regolamento comunale e creato un precedente impensabile per una città libera come la nostra”.

Oggi il sindaco non ha voluto replicare alle proteste e, nonostante la contestazione che ha cercato di interrompere il suo discorso, ha proseguito e concluso l’intervento. Il presidente della Provincia, Vincenzo Bernazzoli, ha invece stigmatizzato la manifestazione: “Questo non è lo spirito del 25 aprile. Questa dovrebbe essere una giornata di unità, mentre qualcuno vorrebbe solo divisioni. Anche Mirka Polizzi (storica figura della resistenza parmigiana, scomparsa il 22 gennaio, ndr) avrebbe preso le distanze da questo comportamento poco civile”. La protesta odierna aveva avuto un preludio nella notte, all’esterno della sede di Casa Pound, dove era apparsa una scritta a firma anarchica: “A piazzale Loreto c’è ancora posto”.