L’incarico a Eugenio Maria Bortolini fu illegittimo. Lo ha stabilito la Corte dei Conti, che per questo ha condannato lex cda dell’Arstud (l’azienda regionale che nel 2003 si occupava di diritto allo studio) a un risarcimento pari a 48mila euro. Secondo quanto deciso dai giudici, la mansione di comunicatore fu assegnata Bortolini violando la legge regionale sugli incarichi esterni e senza verificare che il candidato avesse i requisiti idonei.

La vicenda risale al giugno 2003, quando l’Arstud assegna il posto di “comunicatore” a Eugenio Maria Bortolini, marito di una dipendente impiegata nella gestione del patrimonio. All’uomo viene affidato il compito di semplificare i bandi rivolti agli studenti, per agevolare la loro comprensione. Prima di entrare nell’Arstud, Bortolini è il responsabile commerciale di un’azienda di Faenza produttrice di piastrelle.

Ora i giudici hanno stabilito che Bortolini, con la sua laurea in Lingue e Letterature Straniere e con il suo curriculum, non aveva nessuna competenza in materia. E proprio a causa di quel incarico ritenuto “illegittimo”, gli otto componenti del cda Arstud dovranno risarcire i danni, stimati 48mila euro. La somma però non verrà ripartita equamente tra i diversi componenti. Le cifre più alte spettano infatti a coloro che ricoprivano incarichi di maggior responsabilità, come l’allora presidente dell’Arstud, Giorgio Bonaga (che dovrà pagare 19200 euro), e l’ex direttore amministrativo Maria Angela Alessi (condannata a versare la metà dell’intera cifra, ossia 24000 euro).